AGENZIE STAMPA SU CONVEGNO ANPRI  DEL 21 FEBBRAIO 2005

 

APC 19/02/2005 - 19.10.11

APC-COMPETITIVITA':  ITALIA ULTIMA IN EUROPA PER LA RICERCA

Luned  21  convegno ANPRI-CIDA "Verso la carta europea del ricercatore"

 

Roma, 19 feb. (Apcom) - L'Italia  fanalino  di coda in Europa per quanto riguarda la ricerca ma non per la qualit dei ricercatori che,  al contrario,  spesso scelgono di andare all'estero,  ma per il ruolo che viene loro riconosciuto e per gli investimenti  nel settore.  Sono questi i temi di cui si dibatter luned 21 febbraio nel convegno organizzato al CNR di Roma dall'ANPRI, l'Associazione Nazionale dei Ricercatori che aderisce alla CIDA, il sindacato di dirigenti d'azienda e alte professionalit, dal titolo "Verso la carta europea del ricercatore". "Ancora una volta, da un punto di vista normativo, fanalini di coda in Europa - commenta Bruno Betr,  segretario generale ANPRI-CIDA - la situazione carente sotto talmente tanti aspetti che alla fine quella del ricercatore una carriera poco appetibile" continua Betr,  il quale pone l'accento sull'assoluta precariet della carriera di quasi 8.000 ricercatori e tecnologi degli Enti di ricerca, non definita da una legge ma continuamente soggetta a contrattazioni  e manipolazioni.

"L'Europa vorrebbe dotarsi di una carta europea dei ricercatori, ma in Italia il ricercatore ancora non ha un preciso stato giuridico", sottolinea il segretario dell'ANPRI-CIDA. "Questo Governo si diverte a giocare come il gatto con il topo. L'unico provvedimento positivo che ha preso stato quello di ricollocare i ricercatori ed i tecnologi nell'area dirigenziale, ma poi, nonostante tale collocazione fosse stata confermata lo scorso ottobre da un voto pressocch unanime della Camera, ha introdotto nella finanziaria una disposizione che la cancella".

Al convegno previsti gli interventi fra gli altri di Rocco Buttiglione, Fabio Pistella, Georges Bingen e Learco Saporito.

Red-Pie

 


19.10.11 feb 05 GMT

 

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ANSA (POL) - 21/02/2005 - 19.08.00

RICERCA: BUTTIGLIONE, VERO PROBLEMA NON E' SOTTOFINANZIAMENTO - GOVERNO HA AUMENTATO RISORSE, MA PRIVATO NON DECOLLA

(ANSA) - ROMA, 21 FEB - ''Non e' vero che le risorse destinate alla ricerca sono diminuite; non si puo' dire che la ricerca sia finanziata oggi peggio di prima: questo governo ha infatti aumentato le risorse in ricerca, anche se non quanto sarebbe necessario per reggere la sfida competitivita' europea''. Lo ha affermato il ministro per le politiche comunitarie Rocco Buttiglione, intervenuto al convegno 'Verso la Carta europea del ricercatore', promosso dall'Associazione professionale ricerca ANPRI, presso la sede del CNR. ''Il vero problema della ricerca italiana - ha sottolineato il ministro - non e' dunque il sottofinanziamento o il fatto che spendiamo per la ricerca pubblica molto meno degli altri paesi, bensi' che il settore privato non decolla e non investe in ricerca poiche' composto soprattutto da piccole imprese''. Secondo Buttiglione ''bisogna quindi aiutare le piccole imprese a valutare il proprio fabbisogno di ricerca e ad investire in questa direzione. Per questo - ha aggiunto - c'e' bisogno di una specifica competenza regionale, come gia' accade ad esempio in Lombardia ed in Emilia Romagna''.

 

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AGIS (CRO) - 21/02/2005 - 19.13.00

RICERCA: BUTTIGLIONE, PROBLEMA NON E' SOTTOFINANZIAMENTO

(AGI) - Roma, 21 feb. - "Non e' vero che le risorse per la ricerca siano diminuite, e non si puo' dire che i fondi siano meno di prima. Questo governo ha aumentato le risorse per la ricerca, anche se non quanto sarebbe necessario per reggere la sfida competitiva europea". Lo ha detto il ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, partecipando ai lavori del convegno "Verso la Carta europea del ricercatore" organizzato dall'ANPRI, l'associazione nazionale professionale della ricerca. Per Buttiglione "il vero problema non e' il sottofinanziamento della ricerca pubblica, ma e' il mancato decollo della ricerca privata. In Italia non spendiamo per la ricerca pubblica molto meno degli altri Paesi, ma e' il sistema privato che non investe nella ricerca perche' e' un settore di piccole e piccolissime imprese. Bisogna aiutarle a valutare il loro fabbisogno di ricerca e a investire in questa direzione. Per questo - ha proseguito Buttiglione - c'e' bisogno di una specifica competenza regionale come accade in Lombardia e in Emilia Romagna". E poi, secondo il ministro, e' necessario "creare un mercato europeo della ricerca e puntare al brevetto comunitario, condizione elementare per valorizzare la ricerca e incentivare la mobilita'".

 

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AGIS (CRO) - 21/02/2005 - 19.18.00

RICERCA: ARRIVA LA "CARTA EUROPEA" DEL RICERCATORE

(AGI) - Roma, 21 feb. - Procedure di reclutamento trasparenti e basate sulla qualita' per la carriera dei ricercatori, comparabili a livello internazionale; selezione fondata sul merito e affidata a comitati scientifici; mobilita' e riconoscimento delle esperienze compiute al di fuori del proprio Paese. Sono alcuni dei capitoli del nuovo "Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori", messo a punto dalla Commissione europea e che sara' emanato entro i primi giorni di marzo, presentato oggi Georges Bingen, della Direzione generale ricerca della Commissione europea, durante il convegno "Verso la Carta europea dei ricercatori" organizzato dall'Associazione nazionale professionale ricerca (ANPRI). La Commissione, entro le prossime due settimane, emanera' anche un Carta europea dei ricercatori. I due provvedimenti avranno forma di raccomandazione agli Stati membri perche' adeguino le proprie normative e non saranno dunque ne' obbligatori, ne' vincolanti. "La Carta e il Codice - ha spiegato Bingen - rappresentano un nuovo, importante strumento, e non si tratta di una imposizione non avendo forma di direttiva; ci aspettiamo pero' che i Paesi membri collaborino". L'obiettivo e' quello di favorire la nascita di un vero mercato europeo dell'occupazione nel settore della ricerca, con regole comuni e procedure universalmente condivise. A questo fine, la Commissione attuera' un monitoraggio costante e gli Stati membri, invitati a dare applicazione alla Carta, stileranno un rapporto annuale a partire da novembre prossimo.

 

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ANSA (CRO) - 21/02/2005 - 19.27.00

RICERCA: A MARZO CARTA E CODICE EUROPEO DEL RICERCATORE  -

ASSOCIAZIONE RICERCATORI: MA IN ITALIA SIAMO AL COLLASSO

(ANSA) - ROMA, 21 FEB - Procedure di reclutamento per la carriera di ricercatore comparabili a livello europeo, selezione basata sul merito e affidata a comitati scientifici internazionali, riconoscimento della mobilita' come esperienza di merito nella carriera. Sono alcuni dei punti previsti nel nuovo 'Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori', elaborato dalla Commissione europea e che sara' emanato entro i primi giorni di marzo. Lo ha annunciato Georges Bingen, della Direzione generale ricerca della Commissione europea, durante i lavori del convegno 'Verso la carta europea del ricercatore' promosso dall'Associazione professionale ricerca (ANPRI) nella sede del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) a Roma. La Commissione, entro le prossime due settimane, emanera' anche una 'Carta europea dei ricercatori': i due provvedimenti saranno emanati sotto forma di raccomandazione agli Stati membri, perche' adeguino le proprie normative, e non saranno dunque obbligatori. La Commissione europea mira cioe' a creare un mercato comune della ricerca in Europa, ma le situazioni nazionali presentano ancora forti differenze. E in Italia in particolare, ha denunciato oggi l'ANPRI, la situazione e' ''gravissima e al limite del collasso''.

 

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ANSA (CRO) - 21/02/2005 - 19.39.00

RICERCA: A MARZO CARTA E CODICE EUROPEO DEL RICERCATORE (2)

(ANSA) - ROMA, 21 FEB - La carta e il codice, ha affermato Bingen, ''rappresentano per noi un nuovo importante strumento: non si tratta di un'imposizione, non trattandosi infatti di una direttiva, ma ci aspettiamo che i Paesi membri collaborino''. Obiettivo e' proprio favorire la nascita di un vero mercato dell'occupazione europeo nel settore della ricerca, con regole comuni e procedure universalmente condivise. La Commissione Europea, ha precisato Bingen, attuer per questo un monitoraggio costante e gli Stati invitati a dare applicazione ai documenti metteranno a punto un rapporto annuale a partire da novembre 2005. Nella carta europea del ricercatore si prevede anche il riconoscimento della professione a tutti i livelli della carriera (vale a dire da dopo la laurea e non solo una volta acquisito il titolo di dottorato) e si dice 'no' ad ogni forma di discriminazione in base a sesso, religione o nazionalit. Altro punto e' quello di garantire le pari opportunit uomo-donna e di pianificare precise strategie di carriera che siano ''oggettive e trasparenti''.

Ma in riferimento allo scenario europeo che si sta delineando, e' la replica dell'ANPRI, la situazione della ricerca pubblica in Italia e' ''ancora carente se non addirittura al collasso''. L'Italia, ha infatti sottolineato il presidente del CNR, Fabio Pistella, ''si distingue in particolare per tre elementi negativi: il pi basso numero di ricercatori per cittadino, il pi basso numero di ricercatori nell'ambito privato e la pi elevata et media di questi professionisti''. A tutto ci, ha aggiunto Luciano Modica (DS), si aggiunge il ''gravissimo problema del blocco delle assunzioni negli Enti pubblici di ricerca ormai per sei anni consecutivi: nessun Paese - ha detto - pu reggere a sei anni di blocco all'ingresso di giovani forze. Questo e' contrario all'interesse del Paese''. Insomma, secondo Modica, ''la realt italiana e' in antitesi con il quadro che si delinea a livello UE''. Piena condivisione della carta e del codice europeo e' stata espressa anche dal presidente dell'Istituto superiore di Sanit, Enrico Garaci: ''E' importante - ha osservato - riconoscere dei principi fondamentali comuni''. Ma il nodo centrale per l'Italia, pure secondo Garaci, resta il blocco delle assunzioni: ''Per questo, in qualit di presidente degli Enti di ricerca - ha detto - oltre allo sblocco delle assunzioni chiediamo l'estensione dell'esenzione dell'IRAP ai ricercatori pubblici, provvedimento che consentirebbe di avere risorse pari all'8% della massa stipendiale''. All'incontro e' intervenuto anche il sottosegretario alla Funzione pubblica, Learco Saporito: ''L'Europa - ha detto - chiede omogeneit di trattamento e procedure per l'assunzione dei ricercatori, evidenziando l'esigenza di creare un unicum di una categoria che tale non e'. La difficolt maggiore e' proprio la mancanza di omogeneit in questo settore e il governo sta lavorando in tale direzione. Al momento - ha concluso Saporito - mi auguro ci siano le condizioni immediate per la chiusura del contratto della ricerca''.

 

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AGIS (CRO) - 21/02/2005 - 19.44.00

RICERCA: ARRIVA LA "CARTA EUROPEA" DEL  RICERCATORE (2)

(AGI) - Roma, 21 feb. - La Carta del ricercatore europeo prevede inoltre che non ci sia nessuna discriminazione in base all'etnia o alla appartenenza religiosa, garantisce le buone condizioni dell'ambiente di lavoro, la pari opportunit' tra i sessi, le possibilit di fare carriera in base alla qualit della ricerca, l'accesso alla formazione professionale continua e la valutazione periodica, trasparente e regolare basata su criteri oggettivi. Ma mentre si definisce lo scenario europeo, appare ben diversa la situazione della ricerca in Italia, definita dall'ANPRI "insoddisfacente e carente sotto molti aspetti". A chiarire subito ci di cui si sta parlando e' il presidente del CNR, Fabio Pistella. "L'Italia - ha avvertito - si distingue per tre elementi: il pi basso numero di ricercatori per cittadino italiano, il pi basso numero di ricercatori nel settore privato e la pi elevata et media dei ricercatori". E non manca di centrare, il dibattito, il vero nodo della questione, le risorse economiche in Finanziaria, il blocco delle assunzioni, il declassamento dei ricercatori. I diessini Luciano Modica e Walter Tocci puntano il dito sui nodi cruciali: "il blocco delle assunzioni negli enti pubblici penalizza la ricerca, nessun Paese pu resistere a sei anni consecutivi di blocco", ha affermato Modica, mentre Tocci ha sottolineato "assunzioni molteplici in tanti settori, tranne che nella ricerca", e ha criticato aspramente il finanziamento dell'Istituto italiano di ricerca, "un ente inesistente per il quale e' stato erogato un miliardo di euro fermo nelle casse dello Stato". Per Ernesto Maggi, di AN, "l'Italia si e' dimenticata dei ricercatori da tempo immemore. Siete voi - ha detto rivolto ai ricercatori - a doverci dare stimoli su come procedere in Parlamento". Per il sottosegretario al ministero della Funzione pubblica Learco Saporito "bisogna creare una categoria che abbia regole uniche, perch l'Unione europea chiede omogeneit di trattamento e di procedure per l'assunzione dei ricercatori. Mi auguro - ha concluso - che si creino le condizioni immediate perch si chiuda il contratto della ricerca".

 

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