IL SOLE 24 ORE, 22.02.2005, MARZIO BARTOLONI

 

I RICERCATORI CHIEDONO PI MERITO E CERTEZZE NELLE CARRIERE IN ITALIA

 

Non solo una questione di fondi. Il rilancio della ricerca pubblica deve passare anche da un profondo restyling, per legge, della carriera dei ricercatori che deve diventare pi attraente e in linea con quella dei colleghi europei. A chiederlo lANPRI -lassociazione dei ricercatori che aderisce alla CIDA (il sindacato dei dirigenti)- che ieri ha rinnovato il suo appello durante la presentazione al Consiglio Nazionale delle Ricerche della Carta europea dei ricercatori, una sorta di codice che la Commissione UE punta a varare entro i primi giorni di marzo per regolare la professione nellUnione valorizzandone ruolo e compiti.

Lappello dellANPRI segue quello del Gruppo 2003 51 tra i migliori scienziati del nostro Paese che allinizio del mese ha chiesto a Ciampi di sensibilizzare il Parlamento sullo stato di emergenza che vive la ricerca. La situazione italiana talmente carente sotto tanti aspetti ha spiegato amaramente Bruno Betr, segretario dellANPRI che alla fine quella del ricercatore una carriera poco appetibile. Per il ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, il vero problema della ricerca made in Italy invece un altro e cio che il settore privato non decolla e non investe in ricerca perch composto soprattutto da piccole imprese. Buttiglione ha promosso, poi, la nuova Carta europea perch fornisce delle indicazioni importanti che dobbiamo cercare di recepire contro il rischio di una ricerca pubblica italiana che si chiude in se stessa, che si basa su percorsi burocratici e non si confronta con la ricerca privata e con quella europea.

Nel mirino dei ricercatori italiani resta, comunque, lassoluta mancanza di uno status giuridico che stabilisca una volta per tutte i criteri per il reclutamento, la progressione in carriera ed i diritti e i doveri per i circa 10mila ricercatori e tecnologi che lavorano dentro gli Enti pubblici di ricerca. Lultimo sonoro schiaffo arrivato dalla recente Finanziaria che ha declassato, a loro dire, la categoria: Questo Governo si diverte a giocare come il gatto con il topo. Lunico provvedimento che ha preso stato quello di ricollocare ricercatori e tecnologi nellarea dirigenziale ha aggiunto Betr ma poi, nonostante un recente voto unanime della Camera, ha introdotto nella Finanziaria una disposizione che la cancella. Il risultato lautomatico riassorbimento dei ricerctori nellarea del comparto dei tecnici e degli amministrativi e un declassamento rispetto ai colleghi delle Universit.

Da qui la proposta dellANPRI-CIDA di seguire le orme di altri Paesi UE: a cominciare dalla Francia dove le carriere seguono binari veloci e sicuri con due fasce junior e senior il cui accesso scandito da concorsi pubblici. Solo in questo modo lItalia potr davvero affiancarsi agli altri Paesi euroei e farsi trovare pronta allappuntamento europeo della nuova carta, uno degli strumenti con i quali Bruxelles spera di trasformare leconomia del Vecchio Continente nellarea della conoscenza pi competitiva e dinamica del mondo, come previsto a Lisbona nel 2000. La Carta ancora in bozza prevede una lunga serie di principi: dalla procedura di reclutamento trasparenti e comparabili a livello internazionale alla selezione fondata sul merito e affidata ai comitati scientifici, dallincoraggiamento della mobilit al riconoscimento delle esperienze compiute allestero. La Carta chiede, infine, a chi gestisce e finanzia la R&S di garantire riconoscimenti e condizioni adeguate ai ricercatori e di assicurare stabilit e prospettive di carriera a chi ha deciso di dedicare la vita alla scienza.

 

Marzio Bartoloni

Il sole 24 ore 22-02-2005