Non solo una questione di fondi. Il rilancio
della ricerca pubblica deve passare anche da un profondo restyling, per legge, della
carriera dei ricercatori che deve diventare pi attraente e in linea con quella
dei colleghi europei. A chiederlo lANPRI -lassociazione dei ricercatori che
aderisce alla CIDA (il sindacato dei dirigenti)- che ieri ha rinnovato il suo
appello durante la presentazione al Consiglio Nazionale delle Ricerche della
Carta europea dei ricercatori, una sorta di codice che la Commissione UE
punta a varare entro i primi giorni di marzo per regolare la professione
nellUnione valorizzandone ruolo e compiti.
Lappello dellANPRI segue quello del Gruppo
2003 51 tra i migliori scienziati del nostro Paese che allinizio del mese
ha chiesto a Ciampi di sensibilizzare il Parlamento sullo stato di emergenza
che vive la ricerca. La situazione italiana talmente carente sotto tanti
aspetti ha spiegato amaramente Bruno Betr, segretario dellANPRI che alla
fine quella del ricercatore una carriera poco appetibile. Per il ministro
delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, il vero problema della
ricerca made in Italy invece un altro e cio che il settore privato non
decolla e non investe in ricerca perch composto soprattutto da piccole
imprese. Buttiglione ha promosso, poi, la nuova Carta europea perch fornisce
delle indicazioni importanti che dobbiamo cercare di recepire contro il
rischio di una ricerca pubblica italiana che si chiude in se stessa, che si
basa su percorsi burocratici e non si confronta con la ricerca privata e con
quella europea.
Nel mirino dei ricercatori italiani resta,
comunque, lassoluta mancanza di uno status giuridico che
stabilisca una volta per tutte i criteri per il reclutamento, la progressione
in carriera ed i diritti e i doveri per i circa 10mila ricercatori e tecnologi
che lavorano dentro gli Enti pubblici di ricerca. Lultimo sonoro schiaffo
arrivato dalla recente Finanziaria che ha declassato, a loro dire, la
categoria: Questo Governo si diverte a giocare come il gatto con il topo.
Lunico provvedimento che ha preso stato quello di ricollocare ricercatori e
tecnologi nellarea dirigenziale ha aggiunto Betr ma poi, nonostante un
recente voto unanime della Camera, ha introdotto nella Finanziaria una
disposizione che la cancella. Il risultato lautomatico riassorbimento dei
ricerctori nellarea del comparto dei tecnici e degli amministrativi e un
declassamento rispetto ai colleghi delle Universit.
Da qui la proposta dellANPRI-CIDA di seguire
le orme di altri Paesi UE: a cominciare dalla Francia dove le carriere seguono
binari veloci e sicuri con due fasce junior e senior il cui accesso
scandito da concorsi pubblici. Solo in questo modo lItalia potr davvero
affiancarsi agli altri Paesi euroei e farsi trovare pronta allappuntamento
europeo della nuova carta, uno degli strumenti con i quali Bruxelles spera di
trasformare leconomia del Vecchio Continente nellarea della conoscenza pi
competitiva e dinamica del mondo, come previsto a Lisbona nel 2000. La Carta
ancora in bozza prevede una lunga serie di principi: dalla procedura di
reclutamento trasparenti e comparabili a livello internazionale alla selezione
fondata sul merito e affidata ai comitati scientifici, dallincoraggiamento
della mobilit al riconoscimento delle esperienze compiute allestero. La Carta
chiede, infine, a chi gestisce e finanzia la R&S di garantire
riconoscimenti e condizioni adeguate ai ricercatori e di assicurare stabilit e
prospettive di carriera a chi ha deciso di dedicare la vita alla scienza.
Marzio Bartoloni
Il sole 24 ore 22-02-2005