Convegno ANPRI -
lunedi 24 novembre 2008
UN FUTURO PER LA RICERCA PUBBLICA ITALIANA:
AUTONOMIA, VALUTAZIONE, RISORSE
Liana Verzicco (ISTAT, Vice Segretario ANPRI) Il ricercatore pubblico negli Enti di
ricerca: confronto con la Carta Europea dei Ricercatori e il Codice Minerva
Il 13 dicembre 2005 i Presidenti di
quasi tutti gli Enti di Ricerca italiani hanno sottoscritto
l'impegno formale a recepire, per quanto di loro competenza, sia la Carta
Europea dei Ricercatori sia il Codice
di condotta per la loro assunzione, come pure a sollecitare il Governo, il
Parlamento e le altre amministrazioni pubbliche, nonch il mondo economico,
industriale e sociale, ad adottare iniziative conformi ai principi che la Carta
contiene. Un impegno analogo stato sottoscritto il 7 luglio 2005 da tutti i Rettori delle Universit
italiane.
Nonostante tali
impegni formali, ad oggi, nessuna modifica stata apportata agli Statuti delle
Universit o ai Regolamenti degli Enti di Ricerca, n ai contratti di lavoro,
per dare effettiva applicazione ai principi invocati dalla Carta Europea dei
Ricercatori.
Questo ritardo va colmato al pi presto. In coerenza
con gli impegni assunti, gli Enti di ricerca sono chiamati ad avviare un
processo di profondo rinnovamento delle proprie norme statutarie e dei
conseguenti regolamenti esecutivi, in modo da assicurare il riconoscimento
dello status professionale di tutti i ricercatori e tecnologi, la stabilit e
continuit dell'impiego, la disponibilit di finanziamenti e infrastrutture
scientifiche adeguate, di strategie per lo sviluppo professionale dei
ricercatori, il diritto alla formazione e alla mobilit, il riconoscimento dei
diritti di propriet intellettuale, l'adozione di sistemi di valutazione
indipendenti e trasparenti, la partecipazione dei ricercatori agli organismi
decisionali e consultivi delle istituzioni in cui operano, infine l'adozione di
procedure di assunzione e di progressione in carriera, certe e trasparenti,
conformi ai principi stabiliti nel Codice di Condotta per l'Assunzione dei Ricercatori.
Questo ultimo punto di particolare importanza per
il nostro Paese. Se per raggiungere lobiettivo di Lisbona lEuropa ha bisogno
di aumentare il numero dei ricercatori di almeno mezzo milione, per lItalia la prima sfida invertire
la tendenza al decadimento delleccellenza nelle accademie e nella ricerca
scientifica assumendo e sostenendo i migliori talenti, evitando nepotismi o
discriminazioni di genere. E perci necessario che nelle procedure concorsuali
siano anche applicate le 5 regole indicate nel Codice Minerva, approvato a Bruxelles
nel giugno 2005 dal Gruppo di Helsinki per Donne e Scienza e dalla Conferenza
della Presidenza austriaca dellUnione Europea sulle Risorse Umane nel giugno
2006.
Da quando i R&T non
sono pi in unarea separata di contrattazione di livello dirigenziale,
una disposizione introdotta nella legge finanziaria 2005 li ha, infatti,
riportati nella contrattazione unica di comparto insieme
a tutte gli altri profili professionali degli Epr, diventato ancora pi
difficile introdurre nel CCNL gli specifici istituti contrattuali che negli
altri paesi caratterizzano il ricercatore come un professionista, dotato di
un preciso status giuridico.
La ricollocazione dei
R&T nell'Area della Dirigenza degli Enti di ricerca, in separata sezione
che tenga conto degli specifici ruoli e
funzioni, quindi conditio sine qua non per avviare il processo di riconoscimento e valorizzazione
del ruolo del ricercatore, ma altrettanto importante, e non pi rinviabile,
appare anche la definizione per legge dello stato giuridico dei ricercatori
degli Enti pubblici, uno status che
collochi i ricercatori e tecnologi in un quadro di riferimento stabile e
coerente e ne consenta e ne faciliti la mobilit, sia verso altre strutture
scientifiche, nazionali o internazionali, sia verso il sistema produttivo.
Con lo stato giuridico
potranno essere regolamentati, secondo i criteri di qualit propri della
comunit scientifica internazionale, gli aspetti relativi al reclutamento, alla
progressione in carriera, ai diritti e doveri, mentre alla sede di
contrattazione collettiva saranno demandate le altre materie del rapporto di
lavoro come, ad esempio, il trattamento economico, che ancora lontano sia dal
sistema di riferimento nazionale (docenza e dirigenza) sia dagli standard
europei.