Al Segretario generale ANPRI Bruno Betr˜

 

Gentile Segr. Betr˜,

 

le scrivo a nome del Presidente Fausto Bertinotti in merito alla lettera aperta Òsul ruolo della ricerca e dei ricercatoriÓda voi inviata ai candidati premier delle diverse formazioni politiche.

Riteniamo come voi che lĠ investimento nella ricerca sia indicativo, pi di tanti altri fattori, del grado di civiltˆ di un Paese. Pi di una volta abbiamo indicato nella ricerca la chiave per la soluzione di problemi riguardanti il mondo del lavoro e dellĠindustria dicendo che soltanto operando sulla qualitˆ e sullĠinnovazione si pu˜ rilanciare lĠeconomia del Paese.

Nel nostro programma abbiamo dedicato una grande parte al ruolo della ricerca considerato il grosso divario fra lĠItalia e gli altri Paesi europei anche per quanto concerne le condizioni economiche e normative dei ricercatori, molti dei quali costretti ad emigrare per poter esercitare un mestiere che  anche passione.

La ricerca  un settore strategico in cui il ruolo pubblico  fondamentale. In questi anni  stata invece trascurata la ricerca di base che ha ricadute dirette e/o indirette sul sistema produttivo ma anche sullo sviluppo della societˆ. LĠobiettivo che lanciamo  quello del raggiungimento del 2% del PIL dedicato alla ricerca, individuando e selezionando pochi ma importanti campi che debbono sostituire il riferimento per lĠintervento pubblico.  

E' necessario sostenere una ricerca capace di affrontare le sfide ambientali e di tutelare la salute attraverso la promozione di nuovi metodi scientifici nella tossicologia, quali ad esempio la tossicogenomica , e il superamento della sperimentazione animale.

La Sinistra LĠArcobaleno propone questa nuova strategia:

-       Lotta al precariato. Investire sulla stabilizzazione e il reclutamento di giovani ricercatori e tecnici, incrementando da subito di almeno 20.000 unitˆ lĠattuale dotazione di ruolo.

-       Finanziamenti. Rifinanziamento sia dei bilanci ordinari degli Enti, sia di quei canali che sostengono direttamente la ricerca di base e quella applicata.

-       Autonomia. Gli Enti devono operare in piena autonomia statutaria, rispondendo agli indirizzi generali indicati dal Governo, sostanzialmente attraverso il Piano Nazionale della Ricerca.

-       Statuto della ricerca. Definire uno ÒStatuto della ricercaÓ e un adeguato status giuridico per i ricercatori che ne valorizzi l'effettiva attivitˆ scientifica e/o tecnologica e una politica di assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori.

-       Nuova imprenditoria. Lo Stato e gli Enti Locali devono incentivare lo sviluppo di una nuova imprenditoria che punti sullĠinnovazione tecnologica. Ci˜ si pu˜ ottenere garantendo lĠapertura di credito e agevolazioni fiscali a giovani di adeguata preparazione tecnico-scientifica. 

-       Strutture. Lo Stato e gli Enti Locali devono attivare, tenendole almeno inizialmente sotto il proprio controllo, strutture destinate allo sviluppo tecnologico in settori utili alla realizzazione  di dispositivi che possano contribuire alla soluzione di problemi di interesse generale (energie alternative, smaltimento di rifiuti, traffico, sanitˆ, ecc.). Gli attuali ÒPoli scientifico-tecnologiciÓ dovrebbero quindi essere ripensati in questa ottica.

 

Speriamo con questi punti di esser stati chiari ed esaurienti rispetto ad un settore, quello della ricerca, che realmente ci sta a cuore. Siamo disponibili a confrontarci con voi in qualsiasi momento per approfondire le varie questioni.

 

Cordiali saluti,

 

Walter De Cesaris

Coordinatore programma Sinistra Arcobaleno