ANPRI

Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca

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La comunit scientifica non comprende i ricercatori degli Enti di ricerca?

Lettera aperta al Ministro dell'Universit e ricerca

On.le Fabio Mussi

 

Spett.le Ministro,

abbiamo preso visione dei Suoi comunicati stampa del 28 agosto 2007 e del 7 settembre 2007 relativi alla costituzione delle commissioni per individuare i nuovi Presidenti dell'INAF e del CNR.

Si tratterebbe, a Suo dire, di due ulteriori esempi (dopo quello dell'ASI),  di "affidamento alla stessa comunit scientifica delle procedure di scelta degli organi direttivi degli Enti di ricerca".

Che si tratti di comunit scientifica, e che i componenti prescelti siano tutti di alto profilo, fuori di discussione. Vista la composizione, viene per da chiedersi: i ricercatori degli Enti di ricerca fanno o non fanno parte della "comunit scientifica"? Hanno o non hanno titolo a partecipare alle procedure di scelta in questione? Sono forse i "paria" della comunit scientifica nazionale?

Lei, Sig. Ministro, ben conosce il dibattito che si sviluppato in proposito nel corso dell'iter parlamentare del DDL di "Delega al Governo in materia di riordino degli Enti di ricerca" da Lei presentato e di imminente definitiva approvazione;  nel passaggio alla Camera il provvedimento stato significativamente emendato, tra l'altro, proprio riguardo alla composizione delle commissioni di selezione dei candidati alle Presidenze e alle nomine governative nei Consigli di amministrazione, prevedendo che sia assicurata "unadeguata rappresentanza di esponenti della comunit scientifica nazionale e internazionale e, in particolare, di quanti sono stati eletti dai ricercatori in organismi degli Enti, ove esistenti".

Sembra invece che Lei sia rimasto fedele al testo definito dal Senato in prima lettura, che prevedeva che fossero  comunque esclusi i "dipendenti dellEnte interessato",  se non addirittura che Lei sia andato oltre escludendo  addirittura i "dipendenti" di tutti gli Enti di ricerca.

In vista dellauspicabile imminente conferimento agli Enti di ricerca vigilati dal MiUR dellautonomia statutaria, riteniamo che sia stato dato un pessimo segnale, lasciando intendere che lautonomia di governo garantita agli Enti dalla Costituzione possa essere realizzata nonostante quanto con chiarezza enunciato tra i principi della Carta europea dei ricercatori escludendone proprio l'apporto di competenze e conoscenze di quella parte della comunit scientifica che negli Enti medesimi opera e concretamente svolge la ricerca pubblica che in essi si conduce a fini di interesse generale.

Voglia pertanto, Sig. Ministro, fugare questi timori dando rapidamente segnali di segno opposto.

Da parte nostra, continuiamo a credere che, nell'interesse del Paese, i ricercatori degli Enti di ricerca non debbano essere ridotti a "quadri esecutivi"; si deve invece loro riconoscere, finalmente, pari dignit nella comunit scientifica nazionale. Il che richiede, tra l'altro, un serio ripensamento della loro attuale normativa di status, della collocazione contrattuale, del trattamento economico.

Cordialmente,

Bruno Betr

Segretario Generale ANPRI-CIDA