Ancora una volta la Carta Europea dei Ricercatori resta Carta…straccia: Approvato lo Statuto della Stazione Zoologica Anton Dohrn senza rappresentanza dei R&T


Il MIUR, con una comunicazione del 18 settembre scorso, ha approvato lo Statuto della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli (disponibile qui) che prevede l’esclusione dei R&T dell’Ente dall’elettorato passivo per l’elezione dei membri eletti nel Consiglio di Amministrazione e nel Consiglio Scientifico.

L’ANPRI ha già espresso più volte la più totale contrarietà a questo Statuto (si veda, ad esempio, il Comunicato del 20 aprile) che priva i R&T della SZN del diritto di essere presenti nel Consiglio di Amministrazione e nel Consiglio Scientifico del proprio Ente, in chiaro contrasto con quanto sancito dal decreto legislativo 218/2016 (il cosiddetto Decreto Madia) e dalla Carta Europea dei Ricercatori.

Il testo del nuovo Statuto, contestato – per iscritto – dalla larga maggioranza dei R&T dell’Ente (come riportato nella Newsletter del 22 maggio), al comma 7 dell’art. 4 elenca pedissequamente i diritti dei ricercatori sanciti dall’art. 2 del D.Lgs. 218/2016, omettendo, però, guarda caso, di citare proprio quel punto che chiama alla “rappresentanza elettiva di ricercatori e tecnologi negli organi scientifici e di governo degli enti”!

È proprio questa rappresentanza ad essere disattesa dagli artt. 8 e 9 dello Statuto che prevede che il membro eletto nel Consiglio di Amministrazione venga eletto tra la Comunità Scientifica di Riferimento cui i R&T dell’Ente non hanno diritto di appartenere e che per l’elezione di tre membri del Consiglio Scientifico i R&T della SZN costituiscano solo l’elettorato attivo e non quello passivo. È come se per eleggere il Parlamento Italiano votassero gli italiani (e non sempre solo loro) ma con l’obbligo di eleggere solo cittadini extra-italiani!

L’ANPRI ritiene che questo Statuto sia fortemente lesivo della dignità dei R&T della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” che si sono guadagnati credibilità e reputazione scientifica e gestionale a livello nazionale e internazionale, riconosciute in diverse sedi istituzionali, e che si sentono assolutamente in grado di rispondere alle sfide legate alla nuova fase di espansione dell’Ente, sfide alle quali desiderano vedere riconosciuto il proprio diritto a partecipare. L’ANPRI si vedrà quindi costretta a presentare ricorso alla giustizia amministrativa, come già fatto qualche mese fa nei confronti dell’ENEA (si veda Newsletter del 26 giugno), al fine di tutelare i diritti dei R&T della Stazione Zoologica, in particolare il diritto di partecipare al governo dell’Ente in cui operano.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 12 del 30 ottobre 2017

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