Approvato con modifiche dal Senato il DDL sul Whistleblowing


L’Assemblea del Senato, nella seduta di mercoledì 18 ottobre, ha approvato con modifiche il DDL n. 2208 in materia di segnalazioni di reati o irregolarità nel lavoro pubblico o privato (cosiddetto Whistleblowing). Il provvedimento torna ora alla Camera dei deputati, dove era stato approvato in prima lettura il 21 gennaio 2016.

Il DDL prevede la tutela dei lavoratori pubblici (art. 1) e privati (art. 2), che segnalino o denuncino reati o altre condotte illecite di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito del proprio rapporto di lavoro.

La tutela nei confronti dei lavoratori pubblici (dipendenti o collaboratori) si applica alle segnalazioni o denunce effettuate nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione e prevede che:

  • l’identità del segnalante non può essere rivelata;

  • il segnalante che sia licenziato a motivo della segnalazione è reintegrato nel posto di lavoro;

  • la tutela non è garantita nei casi in cui sia accertata, anche con sentenza di primo grado, la responsabilità penale del segnalante per i reati di calunnia o diffamazione o comunque per reati commessi con la denuncia, ovvero la sua responsabilità civile per dolo o colpa grave;

  • il perseguimento dell’interesse all’integrità delle amministrazioni, pubbliche e private, nonché alla prevenzione e alla repressione delle malversazioni, costituisce giusta causa di rivelazione di notizie coperte dall’obbligo di segreto, purché la rivelazione non ecceda i limiti della finalità di eliminare l’illecito e avvenga attraverso i canali di comunicazione previsti, eccetto nei casi in cui chi riceve la segnalazione sia tenuto al segreto professionale;

  • non è più necessario il requisito della buona fede dell’autore della segnalazione o denuncia; è stata soppressa anche la previsione del procedimento disciplinare, con possibilità di irrogare la sanzione del licenziamento senza preavviso, nei casi in cui risultassero l’infondatezza della segnalazione e la mancanza di buona fede.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 12 del 30 ottobre 2017

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