Claudio Rovai è il nuovo presidente del CIRA, Cosmo confermato alla Direzione


ciraIl 7 novembre 2016, a seguito delle dimissioni dei precedenti componenti, è stato completamente rinnovato il CdA del CIRA, il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali. Le dimissioni erano state presentate dopo che i soci pubblici (l’Agenzia Spaziale Italiana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Area Sviluppo Industriale di Caserta) hanno revocato l’incarico al precedente presidente, Luigi Carrino.

Il nuovo presidente del CIRA è il dott. Claudio Rovai, dirigente d’impresa di lunga esperienza, attualmente anche presidente della ELV (European Launch Vehicle), azienda partecipata ASI e capofila per il programma VEGA, il lanciatore europeo per satelliti di piccola e media dimensione. Oltre a Rovai, fanno parte del nuovo CdA il prof. Ennio Antonio Carnevale, ordinario presso il dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze, e il dott. Paolo Gaeta, noto tributarista napoletano. Le tre nomine sono state effettuate dall’ASI, su indicazione dei soci pubblici. Per il completamento del CdA sono attese le due nomine della Regione Campania e dell’AIAD (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza).

Il nuovo CdA, riunitosi per la prima volta il 17 novembre, ha confermato alla Direzione generale l’ing. Mario Cosmo e ha reintegrato nelle sue funzioni precedenti l’ing. Pasquale Cangiano, responsabile della gestione, della manutenzione e della realizzazione degli impianti di sperimentazione, tra cui anche Hyprob, un impianto in fase di progettazione da impiegarsi per il test dei sistemi di propulsione spaziale. I due dirigenti, provenienti dall’Agenzia Spaziale Italiana, erano stati sollevati dai rispettivi incarichi dal precedente CdA.

In merito alle vicende che hanno improvvisamente destabilizzato la governance del CIRA negli ultimi mesi, i dipendenti del CIRA, tramite la RSU, hanno chiesto alla proprietà e al nuovo CdA di fare chiarezza. In particolare, l’ANPRI, presente nella RSU del CIRA, ritiene che i dipendenti del CIRA debbano essere messi al corrente dei veri motivi che hanno determinato il cambio dei vertici, motivi che, secondo fonti ASI, deriverebbero da “rilevanti criticità gestionali” evidenziate dagli organismi di controllo, “tali da mettere a rischio le infrastrutture del CIRA e le prospettive future della società”, e che, stando ai successivi provvedimenti, sono stati evidentemente valutati dalla proprietà come imputabili al solo organo di indirizzo e non all’alta dirigenza. L’ANPRI ritiene inoltre utile far emergere eventuali divergenze di indirizzo, tra l’ASI ed la precedente Amministrazione del CIRA, su scelte importanti sul futuro del Centro e sugli investimenti in corso, per il potenziale impatto sugli aspetti di sviluppo ed occupazionali. Su tali aspetti, infatti, è impensabile che i dipendenti non siano interpellati.

Per ora arrivano generici segnali di rassicurazione sul ruolo del CIRA nel sistema Paese e sulle prospettive future. Il presidente dell’ASI, Roberto Battiston, il 7 novembre è intervenuto pubblicamente presso il CIRA con un messaggio ai dipendenti, ma la vicenda dell’improvvisa rottura con l’amministrazione Carrino continua ad essere poco chiara e a destare preoccupazioni. Inoltre, il recente Avviso pubblico dell’ASI (di cui diamo informazioni più dettagliate in questa stessa Newsletter) per l’individuazione di partner per la costituzione di una fondazione di partecipazione per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica finalizzata al trasferimento tecnologico a partire dal settore aerospaziale non aiuta certo a tranquillizzare il personale del CIRA.

Alle richieste di incontro avanzate dalla RSU ai presidenti del CIRA e dell’ASI ha risposto, al momento, solo il neo presidente del CIRA che ha dato la sua disponibilità ad incontrare la RSU, senza però indicare un data. Da parte del presidente dell’ASI, invece, ancora nessuna risposta.

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