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COMUNICATO STAMPA 11.8.2010
I RICERCATORI DEGLI ENTI DI RICERCA DENUNCIANO:
PER LORO NEI NUOVI STATUTI C'E' L'APARTHEID
Gli Enti di ricerca vigilati dal Ministero dell'Istruzione,
Universita' e Ricerca (tra gli altri CNR, INAF, INFN, INGV, INRIM) hanno in
questi giorni approvato in via preliminare i nuovi statuti, come previsto
da un decreto dello scorso dicembre che applica a tali Enti l'art. 33 della
Costituzione sull'autonomia delle istituzioni di alta cultura.
In una lettera inviata al Ministro Gelmini l'ANPRI
(l'Associazione dei ricercatori degli Enti di ricerca) denuncia che gli statuti
approvati dai CdA, integrati da 5 esperti nominati dallo stesso Ministro,
contraddicono del tutto i principi della Carta Europea dei Ricercatori, in
particolare la raccomandazione che i ricercatori "vengano trattati come
professionisti e considerati parte integrante delle istituzioni in cui lavorano";
e' prevista infatti una sorta di apartheid che esclude i ricercatori da ogni
reale possibilita' di contare negli organi di governo e consultivi del proprio
Ente e stravolge lo stesso dettato costituzionale.
E' facile prevedere, afferma l'ANPRI, che, qualora
tali statuti venissero definitivamente approvati, aumenterebbe la gia' considerevole
distanza tra i ricercatori e i vertici dei rispettivi Enti, con situazioni
di maggiore conflittualitˆ interna e di pregiudizio per il buon andamento
dell'attivita'di ricerca.
L'ANPRI intende contrastare con decisione le norme
ritenute inique e che non giovano alla funzionalita' degli Enti di ricerca.
E' stato quindi chiesto al Ministro Gelmini l'avvio di un confronto urgente.