Comunicato CIRA 2.10.2019: NON E’ UN CENTRO PER GIOVANI


A valle delle dure critiche della Corte dei Conti (Delibera n. 79/2019, https://bit.ly/2mQ84sB) che hanno evidenziato:

  • l’elevato costo del personale: in particolare degli Organi di Governo e di Controllo e dei livelli apicali della società (con mancanza di corrispondenza tra connesse responsabilità e trattamento economico, e procedure di assunzione non in linea con la normativa di impronta pubblicistica prevista), e la mancanza di chiare e stabili metodologie, realmente selettive e premiali, di valutazione e misurazione delle performance collettive e individuali;
  • la riduzione delle commesse da fonti terze,

ci saremmo aspettati un deciso cambio di passo, in discontinuità rispetto alle passate politiche di gestione delle risorse umane, le quali hanno creato una frattura all’interno del Centro e demotivato larga parte dei dipendenti.

Ci saremmo inoltre aspettati una seria analisi delle cause che hanno portato alle criticità ripetutamente evidenziate dalla Corte dei Conti. A nostro avviso, tali cause sono riconducibili a quanto segue:

  • Disparità di trattamento economico non chiaramente giustificate da responsabilità e mansioni svolte, in particolare a svantaggio: delle categorie V, Vs e VI alle quali è stata negata una regolare progressione di carriera; della valorizzazione di professionalità che non hanno ricevuto, per le attività svolte, il corretto inquadramento previsto dal CCNL;
  • Le commesse da fonti terze sono in calo oltre che per il limitato utilizzo degli impianti per commesse esterne, e le gravi incertezze prospettiche nelle quali versa il CIRA nella perdurante assenza di un aggiornamento del Pro.R.A. e stante l’omessa adozione di un piano triennale anche per l’inadeguatezza dell’attuale struttura organizzativa, non rispondente a criteri trasparenti e condivisi di efficienza e di efficacia, e la demotivazione nel personale generata dall’assenza di un qualsiasi tipo di meccanismo di valutazione del merito e/o di premialità per attività ad alto valore aggiunto.

Avremmo auspicato quindi azioni volte a rimuovere le suddette criticità, ma siamo costretti a constatare che “la montagna sta partorendo un topolino”: nessun intervento su colleghi sperequati e/o sottoinquadrati, nessun passo avanti verso l’attuazione di forme di lavoro agile (che migliorerebbero sensibilmente la qualità del lavoro e della vita di un numero elevatissimo di dipendenti), ma soltanto una discussione sullo strumento dell’isopensione che, pur rispondendo ad esigenze delle fasce di età alte, non si colloca correttamente in un quadro di insieme che preveda l’utilizzo delle risorse liberate per garantire miglioramenti a categorie finora svantaggiate, come i livelli sotto-inquadrati o sperequati (trapelano invece informazioni su eventuali impieghi per la costituzione di una nuova categoria di super quadri super-stipendiati, che appare in netta contraddizione con le indicazioni ricevute dalla Corte dei Conti).

Chiediamo pertanto alla governance un serio confronto con le OO.SS. volto a trovare una soluzione organica e strutturale alle problematiche evidenziate e a riprendere il dialogo nelle sedi istituzionali da lungo tempo abbandonate (vedi Incontro Programmatico con le OO.SS.).

 

F.to Sezione ANPRI del CIRA

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