COMUNICATO CNR 25 settembre 2017: L’avevamo scritto…la ristrutturazione Rete continua…ed i “prelievi” pure


Nel nostro comunicato del 30 giugno 2017 (Consiglio scientifico e ristrutturazione della rete), avevamo già rilevato come ormai nel CNR “…i lavori del CS sono ammantati dal più totale mistero, non essendo resi pubblici le convocazioni, gli ordini del giorno, i verbali ed i pareri emessi, nella fattispecie i succitati criteri generali per la razionalizzazione della rete scientifica, …”. Avevamo peraltro anche scritto al Presidente il 24 luglio 2017, rilevando “un preoccupante e costante deterioramento delle corrette modalità di circolazione delle informazioni all’interno dell’Ente”.

Dobbiamo prendere atto che quanto avevamo costruttivamente rilevato ed evidenziato non è servito ad arrestare la deriva verticistica che sembra, paradossalmente, essersi rafforzata dopo l’entrata in vigore del D.lgs. n. 218/2016 e, in particolare dell’art. 2, le cui disposizioni tutti i ricercatori e tecnologi attendono diano concretezza a “forme di partecipazione di ricercatori e tecnologi alle fasi decisionali per la programmazione ed attuazione della ricerca”.

Il CNR a quanto appare ha urgenza di ristrutturare la rete e non può attendere che lo Statuto, che molto timidamente utilizza le opportunità del D.lgs. n. 218/2016 (per una volta la Politica ha osato), concluda il suo iter con il parere del MIUR né, tanto meno, che siano promulgati dei Regolamenti che recepiscano in maniera più coraggiosa ed efficace i contenuti del D.lgs. n. 218/2016.

Ancora una volta si vuole procedere con i soliti e consolidati metodi verticistici, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

L’ANPRI chiede al Presidente ed ai Componenti il Consiglio di Amministrazione di arrestare questa deriva e di avviare una seria riflessione sulla Rete e con i ricercatori e tecnologi della Rete.

L’ANPRI chiede che siano elaborati ed adottati Regolamenti in grado di cogliere le opportunità del D.lgs. n. 218/2016, per poter utilizzare opportunamente le competenze e le conoscenze dei ricercatori e tecnologi nella definizione del governo e dell’organizzazione scientifica dell’Ente.

Sono sempre frutto di scelte di vertice i prelievi dai fondi che i ricercatori e tecnologi, con grande impegno e sacrificio, reperiscono all’esterno per poter fare ricerca. Le motivazioni dei prelievi sono le più varie e, da come riferisce il rappresentante del personale nel CdA, potrebbero essere anche condivisibili, se non fossero il risultato di scelte non condivise e in alcuni casi forse di meri errori contabili.

L’ANPRI chiede che siano inserite in maniera chiara nei Regolamenti le “regole sostanziali”, condivise con ricercatori e tecnologi, che l’Ente possa utilizzare per il prelievo di fondi acquisiti da ricercatori e tecnologi.

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ANPRI CNR

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