Comunicato del 20 marzo 2017. No a soppressioni e accorpamenti di sedi secondarie degli Istituti imposti dall’alto senza il parere dei Ricercatori e Tecnologi


Il Consiglio di Amministrazione del CNR si appresta a discutere, nella riunione del 22 marzo, di numerose proposte di trasformazione, soppressione ed accorpamento di sedi secondarie di propri Istituti.

Tutti questi interventi sembrano dar seguito a quella “rimodulazione organizzativa della rete scientifica, a seguito di strategia scientifica elaborata dagli organi competenti, che porti a un superamento dell’attuale dispersione” prevista nell’Atto di indirizzo approvato dal CdA il 13 dicembre scorso ma l’iter seguito per formulare le suddette proposte appare, sulla base dalla documentazione inviataci dal CNR, gravemente carente per quanto riguarda la elaborazione delle proposte di rimodulazione da parte dei citati “organi competenti”.

Infatti, mancano del tutto i pareri dei Consigli di Istituto e, in molti casi, anche quelli degli stessi Direttori, così come non c’è alcun cenno ad eventuali pareri del Consiglio Scientifico che invece, ai sensi dell’art. 14 del vigente Statuto, deve formulare parere su ogni intervento di trasformazione degli Istituti. E non si può certo pensare che gli “organi competenti” citati nell’Atto di indirizzo si possano ridurre al solo Direttore di Dipartimento!

Di conseguenza, l’ANPRI ha inviato in data odierna una dettagliata ed articolata lettera al Presidente Massimo Inguscio e a tutti i Consiglieri di Amministrazione con la quale chiede che sia sospeso ogni processo di riorganizzazione della rete scientifica del CNR in attesa che l’Ente si doti di organi scientifici che comprendano quella “rappresentanza elettiva di Ricercatori e tecnologi” prescritta dal D.Lgs. 218/2016 e  assicuri efficaci “forme di partecipazione di ricercatori e tecnologi alle fasi decisionali per la programmazione e attuazione della ricerca”, così come prescritto dal medesimo D.Lgs. 218/2016.

Il testo completo della lettera è qui di seguito riportato.

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Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

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Roma, 20 marzo 2017

Prot. n. 12/2017

 

Al Presidente del CNR, Prof. Massimo Inguscio

ai Consiglieri di Amministrazione del CNR

e p.c.  ai Ricercatori e Tecnologi del CNR

 

Oggetto: trasformazione, soppressione, accorpamento e costituzioni di sedi secondarie degli Istituti

 

Egregio Presidente, Egregi Consiglieri

la scrivente Associazione scrive in merito alle proposte di trasformazione, soppressione ed accorpamento di numerose sedi secondarie di Istituti del CNR che il Consiglio di Amministrazione si appresta a discutere nella riunione del 22 marzo. Si tratta, in particolare, della:

  1. soppressione della sede secondaria di Trento dell’Istituto di Biofisica e conseguente confluenza nella sede secondaria di Trento dell’Istituto Nazionale di Ottica,
  2. soppressione della sede secondaria di Massa dell’Istituto di Fisiologia Clinica e trasformazione in sede di lavoro (senza autonomia amministrativa),
  3. soppressione sia della sede secondaria di Torino dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) e conseguente confluenza nella sede secondaria di Torino dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG), sia della sede secondaria di Roma dell’IGG e la conseguente confluenza nella sede secondaria di Roma dell’IGAG,
  4. soppressione della sede secondaria di Cagliari dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima e trasformazione in sede di lavoro,
  5. soppressione delle sedi secondarie site presso le Aree della Ricerca di Tor Vergata e Montelibretti dell’Istituto dei Sistemi Complessi  e confluenza di tali sedi nelle sedi dell’Istituto di Struttura della Materia site presso le stesse Aree,
  6. soppressione della sede secondaria di Pisa dell’Istituto di Tecnologie Biomediche e trasformazione in sede di lavoro,
  7. soppressione della sede secondaria di Roma dell’Istituto di Farmacologia Traslazionale e trasformazione in sede di lavoro.

Tutti questi interventi sembrano dar seguito a quella “rimodulazione organizzativa della rete scientifica, a seguito di strategia scientifica elaborata dagli organi competenti, che porti a un superamento dell’attuale dispersione” prevista nell’Atto di indirizzo approvato dal CdA il 13 dicembre scorso ma l’iter seguito per formulare le suddette proposte appare, sulla base dalla documentazione inviata all’ANPRI, gravemente carente per quanto riguarda la elaborazione delle proposte di rimodulazione da parte dei citati “organi competenti”.

Infatti, nella documentazione inviata all’ANPRI mancano del tutto i pareri dei Consigli di Istituto e, in molti casi, anche quelli degli stessi Direttori, così come non c’è alcun cenno ad eventuali pareri del Consiglio Scientifico che invece, ai sensi dell’art. 14 del vigente Statuto, deve formulare parere su ogni intervento di trasformazione degli Istituti. E non si può certo pensare che gli “organi competenti” citati nell’Atto di indirizzo si possano ridurre al solo Direttore di Dipartimento!

A fronte di tali interventi di “superamento dell’attuale dispersione” della rete scientifica, sarebbe di difficile comprensione l’accoglimento da parte  del CdA della proposta di costituire una nuova sede secondaria, a Parma, dell’Istituto di Neuroscienze per effetto della trasformazione di un’attuale URT ove lavorano solo due dipendenti del CNR (in particolare due Ricercatori), per di più con contratto a tempo determinato.

L’ANPRI ritiene che, nel rispetto del vigente statuto e del recente D.Lgs. 218/2016 che chiede agli Enti di mettere in atto efficaci “forme di partecipazione di ricercatori e tecnologi alle fasi decisionali per la programmazione ed attuazione della ricerca”, le suddette proposte di intervento sulla rete scientifica debbano essere integrate con i pareri dei Consigli di Istituto e di tutti i Direttori degli Istituti coinvolti, nonché dei Consigli scientifici.

A tal riguardo, l’ANPRI rileva che il Consiglio Scientifico, benché sia costituito in maniera formalmente corretta, non comprende al suo interno quella rappresentanza elettiva dei Ricercatori e Tecnologi dell’Ente che il succitato D.Lgs. 218/2016 impone che sia assicurata.

Analogo rilievo riguarda i Consigli Scientifici di Dipartimento che, a distanza di oltre 4 anni dalla “nascita” dei nuovi Dipartimenti, non sono stati ancora nominati e che, seppure venissero nominati oggi stesso, sarebbero privi anch’essi della rappresentanza elettiva dei Ricercatori e Tecnologi imposta dallo D.Lgs. 218/2016 (ma non consentita dal vigente Regolamento di Organizzazione e Funzionamento) e, quindi, non rispettosi della normativa vigente.

Di conseguenza, l’ANPRI chiede che sia sospeso ogni processo di riorganizzazione della rete scientifica del CNR in attesa che l’Ente si doti di organi scientifici rispettosi, nella loro composizione, di quanto prescritto dal D.Lgs. 218/2016 ed assicuri procedure e strumenti adeguati di partecipazione dei Ricercatori e Tecnologi dell’Ente a tutte le fasi decisionali per la programmazione ed attuazione della ricerca.

Fiduciosi che quanto chiesto possa trovare pieno accoglimento, porgiamo distinti saluti.

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Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

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