Comunicato del 20 ottobre 2017. Precari del CNR: un futuro sempre più incerto 1


 

In occasione dell’incontro avvenuto il 19 ottobre scorso, l’ANPRI ha chiesto chiarimenti all’Amministrazione del CNR sulla notizia diffusa da Precari Uniti circa l’assunzione di 117 unità di personale attraverso lo scorrimento delle graduatorie 2007-2016 ancora attive.

Tale notizia non è stata confermata dall’Amministrazione ma neanche smentita; si è semplicemente detto che non è ancora stato deciso nulla.

L’ANPRI ha fatto presente che, se la notizia fosse vera, il reclutamento di tutti (o quasi) i posti disponibili grazie al turn-over attraverso lo scorrimento delle graduatorie di fatto non applicherebbe correttamente la legge Madia (D.lgs. 75/2016, art. 20, co. 1 e 2) ed escluderebbe alcune categorie dalla possibilità di stabilizzazione.

L’esaurimento di tutti i posti disponibili attraverso il mero scorrimento delle graduatorie potrebbe infatti escludere alcune categorie di precari (molti CTER per esempio) dalla possibilità di essere assunti perché non esistevano concorsi per questi profili, e consentire lo scorrimento anche di graduatorie dove non sono inseriti precari. Inoltre sarebbero totalmente ignorati i precari assegnisti di ricerca, evidentemente considerati poco rilevanti, ben sapendo che la condizione di assegnista di ricerca spesso è dovuta all’assenza di sufficienti fondi esterni per coprire i costi relativi.

Infine, il limite del 2016 eventualmente posto alle graduatorie utilizzabili per lo scorrimento esclude molti concorsi che, pur essendo stati banditi diversi anni fa, sono stati completati solo nel 2017 a causa del blocco imposto dall’Ufficio Concorsi del CNR alla nomina dei Segretari di Commissione per poter espletare i concorsi speciali per giovani ricercatori attribuiti dal MIUR, che dovevano irrevocabilmente essere conclusi entro il 2016.

Riteniamo che questa scelta sarebbe priva di qualsiasi razionale se non quello di non voler realmente affrontare con serietà la condizione dei precari, studiando le migliori modalità per l’applicazione della legge Madia.

L’ANPRI aveva detto che al di la di chiacchiere e proclami l’applicazione del Decreto Madia non sembrava nelle priorità del CNR, e i fatti per ora purtroppo sembrerebbero confermare le nostre pessimistiche previsioni. All’assenza di risorse adeguate per il superamento del precariato nella recente Legge di Bilancio del Governo (che se confermate sarebbero un segnale gravissimo di disinteresse verso la ricerca del nostro Paese), si aggiungono le incertezze di casa nostra, sempre sulle spalle di chi in condizioni anche molto disagiate continua a svolgere il proprio lavoro.

 

ANPRI CNR

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Un commento su “Comunicato del 20 ottobre 2017. Precari del CNR: un futuro sempre più incerto

  • Jacopo

    C’e’ da chiedersi quando la Corte dei Conti avra’ finalmente qualcosa da ridire sulla situazione finanziaria del CNR e sulla sua (mala)gestione. Il CNR gia’ nel corso del prossimo anno non sara’ in grado di pagare gli stipendi, non offre nessuna prospettiva di carriera ai suoi ricercatori, contro tutte le regole e prassi internazionali, sta diminuendo la quota di entrate da progetti esterni a causa della demotivazione del suo personale anche a fronte dell’inefficienza della amministrazione, e si permette il lusso di scorrere le graduatorie, come se il lavoro di ricercatore fosse un lavoro come un altro. Possibile che non esista nessuno in questo Paese che possa fermare questa deriva?