Comunicato del 21 dicembre 2016. Lettera ai Direttori del CNR: i R&T attendono una vostra reazione



L’”Atto di Indirizzo sugli interventi di razionalizzazione amministrativa” approvato il 13 dicembre scorso dal CdA, con il quale l’Ente preconizza l’adozione di misure per la “razionalizzazione ed il contenimento delle spese”, ha lasciato allibiti e sgomenti i Ricercatori e Tecnologi dell’Ente che temono che le azioni previste, la “rimodulazione della rete scientifica” (da farsi “a breve termine” in assenza di una qualsiasi rappresentanza elettiva dei R&T dell’Ente negli organi di consulenza scientifica deputati ad esprimere parere sulla materia) e la “eventuale compartecipazione ai costi generali e alla gestione dei finanziamenti provenienti da progetti di ricerca” (che si traduce in un prelievo centralizzato sui finanziamenti esterni che Ricercatori e Tecnologi dell’Ente si procurano per fare il loro lavoro), possano affossare definitivamente le strutture scientifiche dell’Ente e la loro capacità di fare ricerca.

L’ANPRI, dopo aver pubblicamente denunciato quanto l’Ente si appresta a fare con il Comunicato del 14 dicembre scorso, ha inviato in data odierna una lettera aperta ai Direttori di Dipartimento e di Istituto dell’Ente, ossia a coloro ai quali i vertici dell’Ente hanno affidato le sorti della Rete Scientifica e la costante e, si ritiene, propositiva interazione con i Ricercatori e Tecnologi, affinché prendano una chiara e forte posizione contro le azioni che l’Ente intende adottare, evitando di rendersi complici, con il loro silenzio e la loro ignavia, dell’affondamento del più grande Ente di Ricerca Pubblica italiano.

 

Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

 

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……….Ai Direttori dei Dipartimenti del CNR

……….Ai Direttori degli Istituti del CNR

e p.c.  ai Ricercatori e Tecnologi del CNR

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Oggetto: Atto di indirizzo approvato dal CdA il 13 dicembre

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Cari Direttori,

quanto avvenuto il 13 dicembre scorso, allorché il CdA dell’Ente ha approvato un “Atto di Indirizzo sugli interventi di razionalizzazione amministrativa” indirizzato a sé stesso col quale l’organo di governo del CNR preconizza l’adozione di misure per la “razionalizzazione ed il contenimento delle spese”, ha lasciato allibita e sgomenta la rete di Ricerca, che ormai assiste incredula all’esibizione della orchestrina mentre l’Ente rischia di affondare.

Nell’Atto approvato in CdA, col voto contrario del Rappresentante del Personale, si prevede una “rimodulazione della rete scientifica, a seguito di strategia scientifica elaborata dagli organi competenti”, nonché una “rideterminazione dei rapporti tra Amministrazione Generale, Dipartimenti e Istituti” che si traduce nella “eventuale compartecipazione ai costi generali e alla gestione dei finanziamenti provenienti da progetti di ricerca”.

Un prelievo centralizzato sui finanziamenti esterni, che Ricercatori e Tecnologi dell’Ente si procurano per fare il loro lavoro, dal momento che i finanziamenti ordinari sono morti e sepolti da tempo. Soldi che sono indispensabili per dare un futuro ai gruppi di ricerca e agli interi Istituti, dato che – come voi tutti ben sapete – servono per pagare borse di studio e contratti di giovani ricercatori, per acquistare nuove attrezzature di ricerca ed aggiornare i laboratori, per svolgere ricerca di base senza la quale non si acquisiscono quelle conoscenze e competenze da trasferire nella ricerca applicata, per avviare l’attività di ricerca di progetti finanziati da terzi in attesa che si incassino i primi finanziamenti,…

Tutto questo avviene quando da qualche giorno è in vigore il D.lgs. 218/2016 che impone, entro l’estate del prossimo anno, l’adeguamento di Statuti e Regolamenti degli Enti Pubblici Ricerca alle sue nuove disposizioni. Tra di esse, la previsione della rappresentanza elettiva dei R&T sia nel CdA che nei Consigli scientifici di Ente e di Dipartimento affinché, come si legge nella Carta europea dei ricercatori, i R&T possano “proteggere e promuovere i loro interessi individuali e collettivi in quanto professionisti”. È allucinante, quindi, il tentativo dei vertici dell’Ente di aggirare quanto previsto dal decreto, accelerando su una rimodulazioni della rete scientifica che si vuole sia fatta con un Consiglio Scientifico totalmente nominato dall’alto e privo di una qualsiasi rappresentanza elettiva dei R&T dell’Ente.

In questo scenario ci chiediamo che posizione intendano prendere i vertici Scientifici dell’Ente, in particolare i Direttori dei Dipartimenti e soprattutto i Direttori degli Istituti, cioè coloro che più dovrebbero tenere a cuore le sorti della Rete Scientifica, che hanno un rapporto continuo e diretto con i Ricercatori e Tecnologi dell’Ente e che quindi dovrebbero avere la misura dell’irritazione della vera struttura portante dell’Ente, quella che passa buona parte del suo tempo a cercarsi i fondi per lavorare, e alla quale non solo è negata una qualsiasi parvenza di seria dinamica di carriera, ma alla quale viene chiesto, da una compagine del tutto esterna all’Ente, di “farsi rimodulare” (ennesima ristrutturazione di un Ente ancora ferito dalle ristrutturazioni degli ultimi vent’anni) e per di più di pagare per assistere allo spettacolo.

Come concludevamo nel Comunicato del 14 dicembre scorso, li vogliamo fermare?

Nel momento in cui il D.lgs. 218/2016 parrebbe dare una qualche speranza di un rinnovato interesse per la Ricerca Pubblica in Italia, vi rendete conto che senza una reazione – che i Ricercatori e Tecnologi attendono da voi tutti – vi renderete complici dell’affondamento del più grande Ente di Ricerca Pubblica italiano?

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Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

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