Comunicato del 27 aprile 2017. Un mese dal servizio di Report sul CNR: sembra che non sia successo niente e invece…


È trascorso quasi un mese dal servizio della trasmissione Report sul CNR, “CNR: ricercatori e ricercati”, ma in casa CNR sembra quasi che non sia successo nulla.

Infatti, se alla decisa e chiara richiesta del ministro Fedeli al presidente Inguscio “di attivarsi subito perché si possa fare piena chiarezza su quanto realmente accaduto” e di informare il Ministro “al riguardo” in quanto “di fronte ad accuse come quelle emerse nel corso della trasmissione televisiva di ieri bisogna essere tempestivi e dare risposte esaustive”, il Presidente del CNR aveva risposto esprimendo al CdA, riunitosi il giorno dopo, “grande amarezza” e assicurando “che verrà fatta chiarezza su eventuali nuovi aspetti emersi durante la trasmissione di Report di Rai 3 e sui quali verranno prese immediatamente tutte le eventuali azioni del caso”, nulla di concreto sembra sia stato fatto o anche solo detto dai massimi vertici dell’Ente, neanche per smentire pubblicamente alcune precise e circostanziate accuse fatte al termine della trasmissione Report.

In particolare il Direttore generale Di Bitetto non ha pubblicamente smentito di avere “una condanna alle spalle in primo grado della Corte dei Conti per danno erariale” (vedi Newsletter 8/2016) né di avere “una grande carriera presso l’Istituto Ambiente Marino Costiero e un grande curriculum anche, che ha però un po’ “taroccato” perché c’ha anche infilato dentro 11 pubblicazioni che sono risultate poi false”, circostanza venuta alla luce nel corso della tumultuosa riunione del CdA del 2 novembre 2016 (vedi Comunicato del 3 novembre 2016).

Così come non ci risulta che sia stato pubblicamente smentito il fitto intreccio di rapporti tra Di Bitetto, l’IAMC e altre strutture del CNR “con un gruppo di 12 società collegate da una fitta rete di soci e commesse” che sembrano coinvolgere “il consulente ed editore Paolo D’Anselmi”, come un audit interno al CNR, voluto dal precedente DG Paolo Annunziato, avrebbe – secondo la trasmissione Report – evidenziato.

Dimostrazione, forse, che tutte queste accuse sono effettivamente vere? Non sta a noi dirlo, ma registriamo che, se anche il CNR resta (apparentemente?) immobile e come lo struzzo infila la testa sotto la sabbia, il mondo intorno all’Ente si muove ed agisce.

E così alla Corte dei Conti è arrivato, come pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 16 aprile, un esposto riguardante ben “106 contratti anomali per oltre tre milioni di euro distribuiti, tra il 2012 e il 2016, a sole 12 società connesse tra loro” (le stesse sembra individuate da Report), con intrecci societari che, a leggere quanto riportato dal quotidiano, fanno molto pensare: soci in comune, partecipazioni di una società in altre società del gruppo, notai e certificatori delle spese in comune. Tre milioni di euro “assegnati al 95 per cento dei casi senza bando, con il ricorso sistematico all’affidamento diretto o al cottimo fiduciario”. Ben 44 contratti sarebbero stati affidati dall’Amministrazione Centrale e, di questi, “27 hanno come ordinante proprio Di Bitetto”. Altri 35 contratti sarebbero stati stipulati dall’IAMC (“l’istituto da cui proviene proprio Di Bitetto”) e 3 da altri Istituti dell’Ente.

E ci è stato segnalato che “il consulente ed editore Paolo D’Anselmi” è coautore di tutti i 49 lavori pubblicati da Di Bitetto nel settore “Management, economico gestionale” (vedi Curriculum del 14 aprile). In particolare: 1) del libro “Study about the identification and analysis of the best practice in industrial relations of self-employed in Europe” Di Bitetto non è uno degli Editori, come da lui affermato, ma uno dei 13 autori insieme appunto a D’Anselmi, 2) del capitolo di libro “Dear Brands of the World: CSR and Social Media” è autore anche D’Anselmi, e 3) il libro “Economia del comportamento amministrativo” scritto con Lapiccirella e dato in corso di pubblicazione nel 2016, a distanza di un anno non ha ancora visto al luce. Ben 49 lavori, tra libri, capitoli di libri e voci enciclopediche, pubblicati in soli 5 anni!

Ed infine, è stato rilevato che a differenza di quanto indicato nei curricula pubblicati nel 2016, solo in quello pubblicato il 21 marzo scorso, pochi giorni prima che andasse in onda la trasmissione Report, Di Bitetto abbia correttamente riportato la durata del suo incarico di responsabile della sede di Oristano dell’IAMC, ruolo che ha ricoperto solo nel triennio 2004-2006 e non dal 1996 come riportato, in particolare, nel curriculum del 3 novembre 2016 (!).

Riteniamo che, a fronte di tutto quanto sta emergendo, il CNR debba agire immediatamente, senza indugi e con decisione, dando piena collaborazione alle autorità giudiziarie che già si stanno occupando di vari presunti illeciti e rispettando gli impegni presi da Inguscio nella risposta inviata a Il Fatto Quotidiano, quando il Presidente ha affermato che “gli organi di controllo interno si sono immediatamente attivati per approfondimenti. È in atto una collaborazione con le autorità giudiziarie: ove le ipotizzate irregolarità dovessero risultare provate, adotterò immediatamente ogni misura necessaria”. Atti dovuti, che però, a nostro parere, non sono sufficienti. Per quanto sta emergendo, è necessario fare chiarezza su tutto, anche su episodi e comportamenti che, in attesa di capire se siano veri e propri reati, stanno comunque screditando l’immagine del CNR. Per questo chiediamo che sia nominata una commissione d’indagine interna, come proposto dal rappresentante del personale interno nel CdA, in modo da far emergere ogni comportamento illecito o contrario all’etica, senza limitarsi ovviamente ai gravissimi episodi già messi in evidenza da Report.

È inoltre indispensabile, come già scritto da noi in precedenza, che si realizzi una profonda riforma strutturale dell’Ente con la quale sia riconosciuto ai Ricercatori e Tecnologi un ruolo primario nel governo dell’Ente e sia affermata la supremazia della componente scientifica del CNR sull’anima amministrativa e burocratica, in modo da non lasciare margini, nella gestione dell’Ente, ad inefficienze, sprechi ed interessi privati di alcun genere. Perché ogni euro sprecato o utilizzato per interessi personali è un euro sottratto alle attività di ricerca, alle attività di formazione e di crescita professionale, alle procedure di assunzione e di progressione di carriera, …, è un euro “rubato” ai Ricercatori, ai Tecnologi e al personale tutto dell’Ente.

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Gianpaolo Pulcini

Segretario Nazionale, Responsabile CNR

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