Comunicato del 3 novembre 2017. Ancora fango sul CNR: cosa dicono il Presidente e quali suggerimenti dalla Commissione di studio? 1


La Rassegna stampa del CNR di ieri e dell’altro ieri includeva tre articoli riguardanti le indagini che la Procura di Napoli sta svolgendo in merito ai presunti illeciti commessi da dipendenti dell’IAMC, dall’attuale Direttore Generale e da alcuni imprenditori,

La Repubblica di Napoli del 1° novembre 2017:

CNR, le accuse di Gargiulo “Il DG mi disse: devo avere ancora due babà

Il Mattino del 1° novembre:

Napoli, il sacco del Cnr: marsupi zeppi di soldi nelle tasche degli amministratori, progetti usati come bancomat e minacce

Il Mattino del 2 novembre 2017:

CNR, la Finanza ora indaga sugli appalti PON”.

Con l’auspicio che le indagini della Magistratura procedano celermente e che chi nell’Ente è stato toccato dalle accuse che gli sono state rivolte possa dimostrare presto la sua completa estraneità ai fatti che lo riguardano, l’ANPRI attende di conoscere quale sarà la reazione dei vertici del CNR a questa nuova ondata di notizie infamanti per l’Ente e per il personale che in esso lavora. Nel momento in cui è necessario moltiplicare tutti gli sforzi per sostenere il CNR in uno dei passaggi più bui e confusi della sua quasi centennale storia, quando occorre fare quadrato attorno alle centinaia di persone in attesa di un segnale sul loro futuro, il prepotente ritorno sulle pagine dei quotidiani nazionali e negli studi televisivi delle storie di più o meno recente cattiva gestione dell’Ente può solo nuocere a tutti, e rendere vano ogni barlume di speranza per il rilancio del più grande Ente Pubblico di Ricerca Italiano.

Nella situazione che si è determinata l’ANPRI ritiene che sia essenziale dare un segnale positivo rispetto a quanto emerge dalla stampa, dando immediato rilievo al lavoro e ai risultati prodotti dalla Commissione di studio per l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del CNR, istituita il 6 aprile scorso e formata da esperti di alto profilo, allo scopo di coadiuvare il Presidente “nell’individuazione delle soluzioni più opportune per assicurare l’efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative” del CNR, “nel pieno rispetto degli accertamenti da parte dell’Organo di controllo interno e delle indagini in corso da parte della Magistratura”.

 

ANPRI CNR

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Un commento su “Comunicato del 3 novembre 2017. Ancora fango sul CNR: cosa dicono il Presidente e quali suggerimenti dalla Commissione di studio?

  • Gianpaolo Pulcini

    Augurarsi che i dipendenti del CNR coinvolti nell’indagine della Procura di Napoli possano dimostrare la loro innocenza è certamente condivisibile (per quanto la lettura di quanto pubblicato sulla stampa e la visione di quanto trasmesso da Report mi fanno temere che ciò sia un sogno!) ma bisognerebbe anche augurarsi che, qualora qualche dipendente del CNR sia riconosciuto colpevole, a questi sia inflitta la giusta pena e che questi restituisca all’Ente tutto il maltolto.
    Andrebbero poi chieste, con forza, le immediate dimissioni del Direttore Generale Di Bitetto da ogni incarico dirigenziale, dimissioni che, a leggere quanto pubblicato su Il Mattino del 4 novembre, lo stesso Di Bitetto sarebbe pronto a presentare (“Di Bitetto si dichiara disponibile a rinunciare agli incarichi dirigenziali”). Diversamente, dovrebbero intervenire di autorità il presidente Inguscio e l’intero CdA.
    Infine, a mio avviso, “il prepotente ritorno sulle pagine dei quotidiani nazionali e negli studi televisivi delle storie di più o meno recente cattiva gestione dell’Ente” non può che far bene alla (grandissima) parte sana ed onesta dell’Ente perché ciò può impedire che qualcuno, oggi o domani, sia tentato di occultare eventuali illeciti e truffe. Per di più, la pubblicazione di fatti riguardanti indagini in corso può consentire agli inquirenti di acquisire nuove testimonianze e nuove prove a carico o a discolpa degli indagati, contribuendo così a far emergere tutta la verità.
    A danneggiare l’Ente sono invece i responsabile delle storie di possibile cattiva gestione dell’Ente di cui la stampa e la televisione hanno dato notizia, nonché chi è omertoso innanzi a tali storie. Non addossiamo a chi rende pubblico un illecito le conseguenze di quell’illecito che vanno imputate a di chi lo ha commesso.