Corte dei Conti: 24 milioni il disavanzo dell’lNFN nel 2015



La Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei Conti ha pubblicato la propria
Relazione sul risultato dell’esercizio 2015 dell’INFN.

Nel 2015, l’INFN ha svolto la propria attività, consistente nella promozione, coordinamento ed effettuazione della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico nel settore della Fisica nucleare, subnucleare, astroparticellare e delle interazioni fondamentali, sia nei Laboratori nazionali che nelle Sezioni, nonché presso i principali centri mondiali di ricerca.

Nel 2015 sono risultati in servizio presso l’INFN 2.038 unità di personale (2.035 nel 2014), di cui 1.713 a tempo indeterminato e 325 a tempo determinato. Per svolgere l’attività di ricerca, l’INFN utilizza anche del personale associato, che nel 2015 è stato pari a 4.053 unità, in aumento rispetto al 2014, quando era pari a 4.029 unità. Ne consegue, quindi, che nel 2015 è stato registrato un complessivo aumento del personale, passato da 6.064 unità nel 2014 alle 6.091 unità del 2015.

La Tabella 2 della Relazione confronta la dotazione organica dell’Istituto ed i posti coperti nel biennio 2014-2015. Con riferimento alla dotazione organica, in base alle previsioni del fabbisogno di personale contenute nel Piano triennale di attività, nel 2015 il numero complessivo dei dipendenti di ruolo è stato fissato in 1.801 unità, quasi integralmente coperto dal personale in servizio.

Si registra un discreto aumento del personale Tecnologo a tempo indeterminato in servizio (+17 unità) ed una discreta riduzione del personale tecnico (-22 unità) ed amministrativo (-8 unità), mentre il numero di Ricercatori è rimasto praticamente invariato (+1 unità).

Negli ultimi anni, la spesa per la formazione e l’aggiornamento del personale dell’Istituto ha subito una consistente riduzione, in conseguenza dell’adozione della legge n. 122 del 2010, che ha previsto che dal 2011 le spese di formazione per il personale pubblico devono essere contenute nei limiti del 50 % di quella sostenuta nel 2009. Nel 2015 tale voce di spesa è risultata pari a 981.320 euro.

Oltre ai corsi diretti al personale, l’attività formativa dell’INFN si realizza anche attraverso borse di studio, assegnate a laureati, laureandi e diplomati, come riportate nella seguente Tabella 4 della Relazione.

La Tabella 7 riporta il prospetto generale delle entrate per gli anni 2013, 2014 e 2015. Nel 2015 il contributo dello Stato è stato di 274,7 milioni di euro, di cui 46,5 milioni di euro a destinazione specifica, con una flessione del 26,6 %, da imputare prevalentemente ai contributi a destinazione specifica che, nell’esercizio precedente, erano stati pari a 136,2 milioni di euro.


Il contributo ordinario delle regioni ha registrato un sensibile aumento, passando dai circa 130 mila euro nel 2014, ai 2,3 milioni di euro nel 2015, tutti a destinazione specifica.

Sono anche risultati in crescita i trasferimenti da altre pubbliche amministrazioni, per particolari programmi di ricerca, ammontanti a 35,7 milioni di euro, mentre nel 2014 erano risultati pari a 14 milioni di euro. I trasferimenti provenienti dalla Comunità Europea sono stati pari a 11,7 milioni di euro e quelli da altri enti di ricerca a 22,1 milioni di euro.

Come riportato nella successiva Tabella 8, la spesa totale dell’INFN è aumentata nel 2015, passando da 396 milioni di euro a 421 milioni di euro, di cui 301 milioni di euro di parte corrente, 51,2 milioni di euro in conto capitale e 68,8 milioni di euro per partite di giro.

Al netto delle partite di giro, gli impegni totali a consuntivo salgono da 293,1 milioni di euro nel 2013, a 331,9 milioni di euro nel 2014, ed a 352,1 milioni di euro nel 2015.

Le spese per il funzionamento degli Organi dell’Ente sono risultate pari a 730 mila euro. Esse rappresentano lo 0,17 % del totale di quelle correnti. Le spese per acquisti di beni di consumo, ammontanti a circa 88 milioni di euro, sono diminuite rispetto al 2014 in misura dell’8 %.

Anche gli oneri per il personale, che nel 2014 erano aumentati di circa 2,5 milioni di euro, nell’anno in considerazione sono cresciuti del 3,6 % ed assommano a 153,7 milioni di euro. Essi costituiscono il 51,1 % delle spese correnti.

La spesa relativa agli assegni di collaborazione per attività di ricerca, alle borse di studio ed alle attività convegnistiche e seminariali, iscritte alla voce “Spese per le prestazioni istituzionali”, ammonta a 19,6 milioni, in aumento rispetto al 2014 (+2,7 milioni di euro).

Per ciò che attiene alle uscite in conto capitale, si evidenzia che la spesa per le acquisizioni di beni di uso durevole ed opere immobiliari nell’anno considerato è quasi raddoppiata, arrivando a 5,4 milioni di euro, mentre nel 2014 era di 2,9 milioni di euro.

La tendenza all’aumento della spesa si ravvisa anche nelle acquisizioni di immobilizzazioni tecniche, che, da 32,2 milioni di euro nel 2014, sono passate a 39,3 milioni di euro nel 2015.

Gli impegni per la ricerca, pari a 123,4 milioni di euro nel 2015, sono aumentati per effetto di finanziamenti a destinazione specifica, in gran parte relativi a progetti in collaborazione con altri Enti di ricerca, inerenti a vari esperimenti, quali OPERA, ESS, EUROFEL e ELI.

L’annualità 2015 si è chiusa con un disavanzo finanziario di competenza di 24,2 milioni di euro (il precedente esercizio aveva chiuso con un avanzo di 67,7 milioni di euro), portato a pareggio mediante l’utilizzo parziale dell’avanzo di amministrazione del 2014.

Tale netto peggioramento, rispetto all’esercizio precedente, è dovuto, afferma la Corte, all’aumento delle spese impegnate, superiori a quello delle entrate accertate.

L’avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2015 è stato pari a 218,9 milioni di euro, con una diminuzione di oltre 20 milioni di euro rispetto a quello relativo all’esercizio 2014, diminuzione dovuta principalmente alla riduzione del contributo statale. L’avanzo disponibile è stato di 8 milioni di euro, con una riduzione di 16 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.

Nel 2015 il conto economico ha registrato un disavanzo pari a 16,7 milioni di euro, in netta diminuzione rispetto all’esercizio precedente (che si era chiuso con un avanzo di 102 mila euro), dovuto essenzialmente al risultato negativo del saldo differenziale della gestione caratteristica.

Di conseguenza, è diminuito il patrimonio netto, che si attesta nel 2015 a 443,7 milioni di euro, a fronte dei 460,4 milioni di euro nel 2014.

 

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