CREA concorsi per progressioni di carriera e nuovi reclutamenti di R&T


 

CREA concorsi per progressioni di carriera e nuovi reclutamenti di R&T

 

 

Al CREA-Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria

C.a.   Commissario Straordinario CREA –Dott. Salvatore Parlato

E p.c.  Commissari delegati CREA – Prof.ssa Alessandra Gentile, Prof. Michele Pisante

Direttore Generale f.f. CREA – Dott.ssa Ida Marandola  

 Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – On.le Maurizio Martina  

                                

Oggetto: CREA, concorsi per progressioni di carriera e nuovi reclutamenti di R&T

 

Egregio commissario,

in riferimento a quanto in oggetto, la scrivente O.S., nel corso delle ultime riunioni, ha chiesto con insistenza, senza ottenerlo, di avere informazioni preventive in merito ai bandi per le procedure selettive per l’accesso ai livelli I e II, poi frettolosamente bandite in GU lo scorso 8 giugno (obiettivamente si era in attesa della conclusione delle relative procedure di mobilità pubblicate solo una settimana prima!), nonché dei bandi per i concorsi per l’accesso al III livello di R&T di prossima emanazione. Condividere con le OO.SS. il testo di tali bandi non era un semplice atto di cortesia, ma poteva consentire di evitare malcontenti diffusi, errori grossolani o imprecisioni che, oltre a mettere a rischio qualunque processo di selezione, sicuramente sono di nocumento al rilancio e alle crescita dell’intero Ente. Al riguardo segnaliamo, p. es., che nell’allegato 5 dei bandi per primo ricercatore c’è un errore da correggere: il totale delle due sottovoci riguardanti le pubblicazioni (12 punti) non raggiunge il punteggio massimo possibile, indicato in 13 punti. In molte occasioni Lei ha rivendicato con forza l’autonomia e la precisa volontà di procedere con discrezionalità assoluta alla scelta dei profili e dei titoli di studio necessari per accedere ai concorsi. Tuttavia, se Lei avesse voluto ascoltarci (si vedano le diverse richieste di incontro e i suggerimenti prodotti in merito da questa O.S., in particolare la richiesta del 29 gennaio u.s.), senza per questo ledere minimamente la sua autonomia, si sarebbero evitate le inique scelte fatte, destinate a creare non pochi problemi all’Ente. Ad esempio:

  • le lauree indicate tra i requisiti di partecipazione per molti profili risultano particolarmente restrittive, tali da impedire la partecipazione di un gran numero di ricercatori e tecnologi dipendenti del CREA, che sarebbero tra l’altro in possesso di tutti gli altri requisiti. Al CREA-PB i 2/3 dei ricercatori e tecnologi del centro non possano partecipare ai concorsi poiché hanno una laurea diversa da quelle indicate nel bando, percentuali simili o di poco inferiori si riscontrano anche in CREA-RPS, in CREA-ENO e in molte altre strutture;
  • in diversi bandi, la restrizione del profilo scientifico richiesto ad “un pezzetto” del SSD di riferimento o, addirittura, il diverso profilo rispetto all’attività prevalente svolta dalla struttura prescelta creano enormi situazioni di discriminazione e di disagio;
  • l’esclusione dai concorsi di importanti strutture del CREA, come il CREA-SCS, il CREA-GPG, il CREA-PAV, il CREA-NUT, il CREA-SCA, Il CREA-OLI, eccetera, eccetera, eccetera, rappresentano altrettante situazioni di disparità di trattamento e di malessere;
  • la logica arbitraria della distribuzione tra i diversi profili dei posti a concorso. I posti dovrebbero essere in proporzione agli aventi diritto, invece le scelte sono state ben diverse (97 primi ricercatori > 10 posti a concorso per dirigente di ricerca = 10%; 354 ricercatori > 9 posti a concorso per primo ricercatore = 2,5%; 26 primi tecnologi > 2 posti a concorso per dirigente tecnologo = 7,7%; 56 tecnologi > 3 posti a concorso per primo tecnologo = 5,4%);
  • la scelta di bandire concorsi separati per sede con un posto ciascuno, cosa che impedisce di applicare la riserva del 50% agli interni, l’unico “privilegio” che la normativa ancora concede nei concorsi per le progressioni di carriera di Ricercatori e Tecnologi.

In questo modo non si fa altro che alimentare il sospetto che le scelte fatte non siano casuali e, che, alcuni profili siano stati appositamente suggeriti in modo limitativo, tali da favorire alcuni potenziali candidati. Tali scelte sembrano rispondere più all’esigenza di soddisfare le aspettative di carriera di alcuni colleghi investiti di responsabilità amministrative o di chissà quale “prescelto” che a valorizzare il merito scientifico.

Nonostante tutto, crediamo ci sia ancora tempo e spazio per apportare alcuni correttivi, ad esempio, con una rettifica al bando, ampliando i criteri relativi ai titoli di studio in possesso dei candidati e/o dei profili scientifici richiesti. Onde evitare che monti la protesta della comunità scientifica dell’Ente e, conseguentemente, la situazione sia portata all’attenzione della stampa o magari qualcuno intraprenda azioni legali, Le chiediamo di intervenire al più presto.

Per ciò che concerne i bandi per i nuovi reclutamenti di III livello, Le chiediamo, ancora una volta, di accettare il nostro suggerimento di prevedere, per i vari centri, posizioni aperte, in modo da costituire liste di idoneità.

Per discutere quanto sopra ANPRI è sempre disponibile al confronto, anche a breve, posto che non si tenti di eludere il necessario dialogo con la comunità scientifica per continuare, alla fine, a commettere errori in totale autonomia.

In attesa di sollecito riscontro si porgono distinti saluti

Il Responsabile ANPRI per il CREA

Domenico Perrone

 

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