CREA – Resoconto della prima riunione del tavolo tecnico sul precariato


RESOCONTO DELLA PRIMA RIUNIONE DEL TAVOLO TECNICO SUL PRECARIATO
Precariato CREA, pare sia stato avviato il percorso giusto!

Il 5 aprile u.s. si è tenuta presso la sede centrale del CREA la prima riunione del tavolo tecnico sul tema del precariato dell’Ente. Oltre alla delegazione CREA (commissario, direttore generale e le dirigenti Peronti e Berti) erano presenti i rappresentanti di ANPRI, CGIL, CISL, UIL, USB.

Il commissario Parlato ha presentato i risultati della ricognizione sul precariato. Secondo il CREA, che ha effettuato la ricognizione in base a criteri non ben specificati, sono attualmente in servizio 521 precari, di cui:
167 in servizio con contratto TD con più di 3 anni di contratto TD negli ultimi 8 (requisito di cui al comma 1, art 20 della Madia);

  • 176 in servizio con contratto TD, con più di 3 anni di contratti a vario titolo negli ultimi 8 (requisito di cui al comma 2, art 20 della Madia);
    47 in servizio con contratti vari (non TD), con più di tre anni negli ultimi 8 (requisito di cui al comma 2, art 20 della Madia). Per contratti vari si intende co.co.co., assegni, eccetera;
    131 unità che, ad oggi, non hanno ancora raggiunto i 3 anni di servizio.
    NELLA RILEVAZIONE NON SONO INCLUSI GLI INTERINALI E GLI OPERAI AGRICOLI.
    Di questi 521, 75 sono ricercatori, 81 tecnologi e circa 44 assegnisti (per un totale intorno ai 200 o poco più, III liv.), 123 sono CTER, 19 Operatori Tecnici, 42 CAMM e 3 Operatori di Amministrazione.
  • Cui si aggiungono i 131 che non hanno i 3 anni di servizio: il Commissario su questo punto è stato chiaro, non intende creare ulteriore precariato avente i requisiti di stabilizzazione, per cui invierà una specifica circolare ai Direttori dei centri in proposito. Prima si dovrà sanare il precariato storico esistente, dopo si procederà a valutare la possibilità di assorbimento di ulteriore personale.

Senza entrare nel dettaglio delle considerazioni di natura economica presentate, per far fronte a questa mole di precari da stabilizzare secondo il CREA sarebbero necessari circa 30 milioni di euro (dato sovrastimato, a causa dei criteri molto prudenziali adottati dall’Amministrazione). In base alle disposizione del D. Lgs. 218/2016 sugli EPR, il CREA potrebbe destinare risorse per un totale di 10/12 milioni nel triennio 2018/2020, il che significa che il MiPAAF dovrebbe aggiungere la somma restante (prudenzialmente18/20 Milioni, quasi sicuramente molti, molti meno).

Questi sono i dati che verranno presentati dal Commissario al MIPAAF, per la discussione al prossimo tavolo sindacale che il MIPAAF stesso convocherà.

La strada intrapresa sembra essere quella giusta! Alcune cose vanno ovviamente discusse ed approfondite, come nel caso degli operai agricoli e dei criteri di definizione di costo, tuttavia ANPRI esprime cauta soddisfazione per l’operato dell’Amministrazione sul tema del precariato. Il lavoro adesso va portato avanti di concerto anche con il Ministero vigilante, che dovrà necessariamente sostenere il Piano di assorbimento del Precariato del CREA con interventi concreti e tempestivi nelle more della definizione completa dell’assetto giuridico della riforma Madia.
ANPRI ha anche chiesto di attivare procedure e percorsi più immediati in attesa che inizi il processo di stabilizzazione di massa, come ad esempio lo scorrimento delle graduatorie dei recenti concorsi, che consentirebbe di inserire in organico un consistente numero di precari già idonei, senza ulteriori procedure selettive. Ciò rappresenterebbe, al di la delle buone intenzioni, un primo passo concreto e immediato verso l’avvio dell’annunciato piano di stabilizzazione.

Benché il Commissario su questo punto non si sia ancora espresso, ANPRI continuerà ad insistere su questa soluzione, anche perché difficilmente si potrebbero attivare nuove procedure concorsuali.
Su questa problematica ANPRI seguiterà ad impegnarsi con forza. Al riguardo si ricorda che recentemente il MIUR si è posto il problema degli assegnisti di ricerca (se considerarli nelle “stabilizzazioni” invece che nei concorsi riservati), dando la disponibilità a farsi carico del problema, salvo verifica della compatibilità giuridica.
Infine, a margine della riunione, è stato anche fatto presente che alcuni dipendenti a TD, chi da aprile 2017 e chi addirittura da gennaio 2016, hanno maturato il diritto al passaggio alla seconda fascia stipendiale, in virtù di contratti di durata superiore ai 3 anni. Secondo quanto previsto dal CCNL, entro il 30 Aprile dovrebbero essere ultimate le procedure per il riconoscimento del passaggio di fascia, per cui si è chiesto all’Amministrazione di non indugiare ulteriormente. Anche se nel CREA è la prima volta che si presenta una situazione del genere per il personale precario, ANPRI ritiene che tale questione, di ben più semplice soluzione rispetto al tema dell’assunzione a tempo indeterminato, certamente non possa essere ulteriormente rimandata.

 

LA DELEGAZIONE ANPRI-CREA

 

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