Emanato l’atto di indirizzo per il comparto Istruzione e Ricerca, parte la trattativa con l’ARAN


Dopo l’emanazione dell’Atto di indirizzo per il comparto Istruzione e Ricerca e relativa area dirigenziale da parte della Funzione Pubblica, l’ARAN ha finalmente convocato le parti per il 9 novembre per l’avvio della trattativa. Secondo le Ministre Madia e Fedeli che hanno presentato l’Atto, l’obiettivo è quello di “avere il rinnovo entro la fine dell’anno”, ci sarebbero infatti “sia i tempi che le risorse per farlo”. Le uniche risorse disponibili, al momento, sono però quelle per cui si stima un aumento medio mensile di circa 85 euro pro-capite. E’ evidente che senza ulteriori finanziamenti sarà molto difficile “valorizzare e incentivare le professionalità e competenze dei ricercatori e dei tecnologi”, che pure è uno degli obiettivi dichiarati nell’Atto di indirizzo.

L’Atto appena emanato, del resto, è come sempre un documento che non contiene proposte precise e concrete ma si limita a definire le linee generali e gli obiettivi prioritari che dovranno ispirare la contrattazione che si svolgerà tra ARAN e organizzazioni sindacali rappresentative. Sarà in quella sede che si capirà quali sono le vere intenzioni del Governo rispetto alle tante aspettative del personale della ricerca dopo oltre 8 anni di attesa (l’ultimo CCNL è del 2006-09).

Come si legge nell’atto di indirizzo, il contratto si articolerà in una parte comune a tutto il comparto e in più Sezioni speciali (una per ogni ex-comparto, tra cui quella per la Ricerca). Nella premessa alla Sezione Ricerca è affermato esplicitamente che il contratto dovrà avere come riferimenti la Carta europea dei ricercatori, il Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori, il documento European Framework for Reseach Careers e il D.Lgs. 218/2016. Nessun riferimento esplicito, invece, alla “distinta disciplina” per i ricercatori e tecnologi che era presente nel precedente CCNL e che FGU-Dipartimento ricerca ha in più occasioni riproposto per meglio salvaguardare le specificità professionali e contrattuali dei ricercatori e tecnologi.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 12 del 30 ottobre 2017

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