Egregi Colleghi,
condivido completamente la Vs.
presa di posizione rispetto alla recente manifestazione "per la
ricerca" svoltasi a Roma.
Proprio per le motivazioni da Voi chiaramente illustrate nel documento del 6
settembre us, io, come Ricercatore del CNR, non ho voluto partecipare a quella
che ritenevo, e, visti i risultati, tuttora ritengo, l'ennesima mossa politica
per cercare di colpire il Governo attuale, indipendentemente dall'argomento
della manifestazione.
Posso, così come fate Voi, condividere la preoccupazione per il futuro della ricerca italiana, ma avrei voluto vedere nei documenti e proclami pubblicati con molta enfasi dalla stampa una severa critica a tutta la storia passata, e non solo presente, del deficitario rapporto politica-ricerca (la nascita dell'INGV, decisa dal Governo D'Alema senza alcuna possibilità di discussione con e fra il Personale degli Istituti coinvolti è storia troppo recente per essere stata già dimenticata dai partecipanti alla manifestazione).
Ha quindi ben fatto l'ANPRI a prendere una posizione netta e "apolitica", mi si perdoni il termine, sulla questione, anche se sono parimenti convinto che comunque un rapporto politica-scienza debba comunque esistere. Questo rapporto deve essere però improntato alla massima chiarezza e divisione dei ruoli.
La politica deve essere, a mio
parere, il luogo principe da cui far transitare verso il Governo Nazionale,
e domani Europeo, la voce della comunità scientifica italiana. Questa
voce deve rappresentare le scelte, le esigenze, le prospettive, le possibilità
di sviluppo della ricerca e, quindi, del Paese, che i Ricercatori, i Tecnici
e tutti coloro i quali nella e per la ricerca operano con dedizione e successo.
Questa voce, che deve comunque e dovunque essere libera ed indipendente e
che deve giungere direttamente dall'interno dei Laboratori e dei Centri di
ricerca, necessità tuttavia di una traduzione in termini "politici"
per essere trasformata in legge. Ecco quindi la necessità di un confronto
sereno e costruttivo con la classe politica che, eletta democraticamente da
tutti i Cittadini Italiani (non dimentichiamolo), detiene comunque il potere
ultimo di promulgare leggi e di definire attraverso la Finanziaria il sostegno
economico al settore ricerca.
Distinti saluti.
Massimo Antoninetti