In 4 anni il CNR non riesce a liberarsi di Principia SGR!


Quattro anni fa, precisamente il 21 marzo 2012, il Consiglio di Amministrazione del CNR decise di cedere, “entro il termine massimo di un anno” l’intero pacchetto azionario detenuto dal CNR nella società partecipata “Principia Società di Gestione del Risparmio S.p.A.” (precedentemente denominata “Quantica SGR”) della quale il CNR deteneva il 36% del capitale sociale, per una quota pari a ben 360 mila euro.

La decisione dell’Ente, che trovò eco su numerosi organi di stampa, quali ad esempio il Corriere della Sera, fu presa a seguito dei duri rilievi formulati dalla Corte dei Conti nella sua relazione del 5 dicembre 2011 sugli esercizi 2009 e 2010 del CNR (“l’ingresso del CNR in una società che si occupa di gestire il risparmio crea […] dei problemi di opportunità, non essendo lo scopo istituzionale dell’ente quello di fare profitti”, vedi Newsletter 3/2012) e delle osservazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze a seguito di una verifica amministrativo-contabile eseguita nella primavera-estate del 2010 (Newsletter 11/2011).

Sono passati 4 anni da quella delibera del CdA ma, incomprensibilmente, la cessione della quota CNR non è ancora avvenuta ed i legami tra CNR e Principia SGR sono ancora numerosi. Nel CdA di Principia SGR siede un dirigente del CNR, nella fattispecie il dott. Alberto Silvani, Responsabile della struttura “Valorizzazione della Ricerca” della Direzione Centrale del CNR, e nell’Advisory Board di Principia SGR compare Alberto Sangiovanni Vincentelli, componente del Consiglio Scientifico del CNR.

La permanenza del CNR tra i soci di Principia SGR rischia di avere conseguenze ancor più gravi se è vero che Principia SGR, nell’estate del 2015, ha modificato il proprio statuto e il proprio oggetto sociale, trasformandosi in una società che gestisce fondi di investimento alternativi, ovvero venture capital, private equity e hedge fund, un’attività del tutto incompatibile con gli scopi del CNR. In più, sembra che tali modifiche sarebbero dovute essere autorizzate dal CNR ma nessuna autorizzazione in tal senso è stata deliberata dell’Ente.

Viene quindi spontaneo chiedersi se chi nel CNR si doveva adoperare per dar seguito alla delibera di 4 anni fa e cedere la partecipazione in Principia SGR lo abbia fatto diligentemente o no.

 

Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 4 del 25 febbraio 2016.

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