L’ISTAT E LA FUNZIONE PUBBLICA SI ACCORDANO PER “AGGIRARE” IL D.LGS. 218 A SCAPITO DEL DIRITTO DEI RICERCATORI E TECNOLOGI AD ESSERE RAPPRESENTATI NEGLI ORGANI DI GOVERNO


Dopo aver approvato il 7 dicembre dello scorso anno il nuovo Statuto dell’ISTAT, l’Amministrazione ha fatto marcia indietro e ne ha prodotto una nuova versione, pubblicata sul sito della Funzione Pubblica il 27 dicembre, nella quale non c’è più traccia dei rappresentanti eletti dai ricercatori e tecnologi tra i membri del Consiglio dell’Istat.  Secondo l’ultima versione dello Statuto, modificato a seguito di indicazioni del Ministero vigilante, i rappresentanti eletti dei ricercatori e tecnologi (perché le elezioni sono comunque previste) potranno partecipare alle sedute del Consiglio, senza però farne parte, e solo “relativamente alla trattazione degli argomenti riguardanti l’attività di ricerca” (che ovviamente nello Statuto non sono meglio specificati e che saranno individuati di volta in volta dal Consiglio stesso!).

Si tratta di un brutto segnale verso la comunità scientifica e tecnologica dell’ISTAT, un vero e proprio aggiramento della normativa, che di fatto non rispetta il d.lgs. 218 né tantomeno la Carta europea dei ricercatori (all’Istat del tutto sconosciuta) e che mortifica il personale interno, evidentemente giudicato “inadatto” a far parte degli organi di governo dell’Istituto, come invece accade, proprio in virtù del d.lgs. 218, in altri enti di ricerca.

L’applicazione del d.lgs. 218 negli EPR per quanto riguarda le norme relative ai diritti dei ricercatori e tecnologi sta procedendo in modo disomogeneo e con esiti spesso opposti, nel totale silenzio e disinteresse delle organizzazioni sindacali confederali. Ciononostante, ANPRI e FGU-UNAMS continueranno a impegnarsi in tutte le sedi, se necessario anche giudiziarie come già fatto per l’ENEA e la Stazione Zoologica di Napoli, per modificare gli Statuti e garantire ai ricercatori e tecnologi di tutti gli Enti di ricerca il diritto ad avere propri rappresentanti eletti negli organi di governo, come prevede la legge (art. 2, c. 1, l. n) del d.lgs. 218/2016.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 1 del 24 gennaio 2018

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