Nuovi concorsi al CNR: chi figli e chi figliastri


Pochi giorni fa, il CNR ha tirato fuori dal cilindro magico dei concorsi (pubblici) per Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca altri tre bandi, che si aggiungono così ai complessivi 50 bandi per 25 posti per Dirigente di Ricerca e 41 posti per Primo Ricercatore pubblicati sulla G.U. il 17 gennaio scorso.

Si tratta, in particolare, dei Bandi:

  • n. 367.195 per Dirigente di Ricerca, nel quale sono richieste specifiche conoscenze nell’ambito della “risposta cellulare al danno al DNA e dei meccanismi molecolari coinvolti nella stabilità genomica all’interfaccia con il metabolismo degli RNA non codificanti”, nonché “capacità di dimostrare la rilevanza di questi studi sulla salute, in particolare su insorgenza e progressione tumorale e nei processi di invecchiamento”;
  • n. 367.196 per Primo Ricercatore, nel quale sono richieste conoscenza “dei meccanismi molecolari e dei circuiti regolativi che consentono la sopravvivenza cellulare in situazioni di stress durante la fase di replicazione dei cromosomi e in seguito ad esposizione ad agenti genotossici” e “capacità di utilizzare diversi sistemi modello per dimostrare la rilevanza di questi studi sulla salute, in particolare su patologie ereditarie che determinano instabilità genomica, predisposizione all’insorgenza tumorale, neurodegenerazione e invecchiamento precoce”;
  • n. 367.197 per Dirigente di Ricerca “nell’area strategica “Innovazione per la cultura” con particolare riferimento a ricerche multidisciplinari applicate al patrimonio culturale e all’archeologia di età classica, con esperienze di ricerca focalizzate sullo studio della cultura materiale del mondo romano. Esperienze consolidate di coordinamento di strutture complesse, di gruppi di ricerca, di progetti di ricerca strategici internazionali o nazionali che affrontino lo studio e la comprensione del passato”.

Benché questi 3 bandi siano frutto del medesimo piano di concorsi per Dirigente di Ricerca e Primo Ricercatore che ha dato origine ai precedenti bandi del 17 gennaio scorso (piano previsto nel Piano Triennale delle Attività 2016-2018), è evidente la profonda differenza in merito alle competenze richieste ai candidati: competenze estremamente eterogenee nei 50 bandi di gennaio emessi per “Area strategica” e dagli ampi confini (con tutte le negative ripercussioni derivanti dall’elevato numero di concorrenti e dalla difficoltà di una corretta valutazione comparativa) e particolarmente circoscritte, invece, nei bandi appena emessi che sembrano degli abiti confezionati su misura.

Inoltre, la partecipazione a questi 3 bandi non è in alcun modo condizionata dalla partecipazione ai precedenti bandi di gennaio (per i quali ogni candidato non poteva presentare più di due domande per ciascun livello), consentendo così a chi possiede le competenze previste dai nuovi bandi a partecipare a ben tre distinti concorsi.

Non capiamo, quindi, per soddisfare quali specifici interessi il CNR abbia deciso di non far rientrare questi nuovi tre posti nei bandi emessi a gennaio scorso, cosa che sarebbe stato molto più trasparente e corretto.

Segnaliamo infine che, ai sensi dell’Informativa sindacale di fine dicembre scorso, restano ancora da bandire un posto per Dirigente di Ricerca e tre posti per Primo Ricercatore: al soddisfacimento di quali altri specifici interessi tali posti saranno destinati?

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