Nuovo sito Web di FGU – Dipartimento Ricerca – Sezione ANPRI 1


 

La documentazione relativa alle attività di rappresentanza sindacale dei Ricercatori e Tecnologi degli EPR (comunicati, Newsletter, documenti, ecc.) svolte dall’ANPRI sino al 2016  e da FGU-Dipartimento Ricerca-Sezione ANPRI a partire dal 2017 ad oggi , sono consultabili nelle sezioni contenute in questa pagina web sino a quando non sarà completato l’allineamento della pagina web  http://www.anpri.fgu-ricerca.it/

ANPRI- Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca

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Un commento su “Nuovo sito Web di FGU – Dipartimento Ricerca – Sezione ANPRI

  • Alessandro

    Vorrei segnalare su questo articolo che commenta l’intenzione da parte del governo di istutuire un’Agenzia Nazionale della Ricerca:

    https://ilbolive.unipd.it/it/news/quale-agenzia-quale-ricerca

    Al di là del processo alle intenzioni su un progetto che è tutt’ora estremamente vago, vorrei porre l’attenzione sul seguente passaggio:

    “Men che meno si può pensare a un’integrazione stretta tra enti di ricerca pura come questi ed enti, come l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che afferisce al Ministero dell’Ambiente che svolge sia attività di ricerca pura sia, soprattutto, attività di servizi tecnici altamente specializzati. La stessa cosa vale per l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ente vigilato dal Ministero della Salute”.

    Ancora una volta si pone una differenza fra enti di ricerca di serie A (quella che effettivamente fanno ricerca) e di serie B (quelli che fanno tutt’altro e se gli resta spazio fanno un po’ di ricerca). Vorrei ricordare che il contratto degli EPR, già prima di entrare nel compartimento unico con l’istruzione, doveva essere uguale per tutti e che i decreti di assunzione del personale emanati dalla funzione pubblica erano unici per tutte le figure professionali (divesi per gli opportuni ruoli) da ripartire poi nei diversi enti. Pur non avendo basi di diritto, credo che se un ricercatore, in qualunque posto sia ssunto, debba avere gli stessi compiti dei suoi colleghi assunti altrove. So che oggi non è così, ma il rispetto della carta europea del ricercatore dovrebbe andare in questa direzione e mi sembra assurdo che si stia a disquisire di un concetto che dovrebbe essere ovvio: ci sono insegnanti che insegnano e altri che lo fanno se gli rimane tempo da altri incarichi? Lo stesso vale per medici-medici e medici-quando ho svolto altri compiti? Se l’istituzione di di un’agenzia nazionale è l’occasione per fare chiarezza ben venga. Non mi aspetto che di colpo spariscano tutti i problemi, ma credo che abbia scelto di fare (con fatica ) il ricercatore voglia fare quello. Non mi aspetto che tutto si risolva magicamente, ma vorrei che si andasse nella direzione in cui tutti possono fare il loro lavoro sullo stesso piano e forse sarebbe anche ora di dire che se un ente è un EPR i servizi tecnici devono rappresentare la parte minore dell’attività.