L’ANPRI chiede l’annullamento dello Statuto ENEA nella parte in cui nega la rappresentanza elettiva di ricercatori e tecnologi negli organi di governo dell’Ente

L’ANPRI nei vari comunicati del 3 e del 9 marzo aveva già evidenziato come l’ENEA avesse completamente disatteso quanto disposto dal D.lgs del 25 novembre 2016, n. 218, art. 2, comma 1 lettera n), laddove tra i diritti dei ricercatori e tecnologi è indicato chiaramente quello ad avere una propria rappresentanza elettiva negli organi di governo (oltre che scientifici) degli Enti. 

Si tratta di uno dei punti più qualificanti del decreto, che l’ANPRI ha, infatti, accolto con molta soddisfazione. Dopo tanti anni di attivo impegno da parte dell’Associazione per la valorizzazione del ruolo dei ricercatori e tecnologi, finalmente un provvedimento legislativo riconosce il loro diritto ad essere presenti nei consigli scientifici e ad avere una responsabilità nel governo degli enti (compreso l’ENEA, come evidenziato dall’art 1 lettera r). Tale diritto, però, non è stato riconosciuto e attuato nel nuovo Statuto dell’ENEA, nel quale non c’è traccia alcuna della partecipazione dei ricercatori e tecnologi negli organi di governo (CdA). L’unica componente elettiva di R&T è presente esclusivamente nel Consiglio Tecnico Scientifico (organo solo consultivo) fatto questo che esporrà l’ENEA a una minore rappresentatività, quando si costituirà presso il MIUR, il Consiglio Nazionale dei Ricercatori e Tecnologi degli EPR.  

Nel corso di vari incontri, l’ANPRI aveva più volte invitato l’ENEA ad adeguarsi al d.lgs. 218 ma l’Amministrazione non è mai stata disponibile a discuterne. Preso atto della scelta operata unilateralmente dall’ENEA, l’ANPRI, non potendo accettare uno Statuto che non recepisca una disposizione così importante per la comunità scientifica interna, e a tutela di questa,  ha deciso di presentare ricorso al TAR. 

L’episodio conferma purtroppo la scarsa considerazione per il ruolo dei ricercatori e tecnologi da parte dei vertici dell’Ente, che del nuovo D.Lgs. hanno preso solo quello che faceva loro comodo.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI del 22 maggio 2017.

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