Comunicato ANPRI-CIRA sul rinnovo CCNL Metalmeccanici

CCNL Metalmeccanici: RICERCATORI dimenticati

Cari colleghi,

la firma della nuova ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL metalmeccanico, avvenuta il 5 febbraio scorso, segna un passaggio delicato per i Ricercatori e Tecnologi che, per diverse vicissitudini, si ritrovano inseriti in questo comparto.

Prima di esprimere le nostre considerazioni a riguardo, sentiamo l’obbligo di fare alcune premesse. Innanzitutto riconosciamo il contributo fondamentale del comparto metalmeccanico alla crescita e allo sviluppo del nostro Paese. In secondo luogo esprimiamo gratitudine per i vantaggi che l’attività sindacale di comparto ci ha comunque finora garantito.

Tuttavia ANPRI ha sempre sostenuto che la collocazione del CIRA nel comparto metalmeccanico fosse inadeguata ed esponesse i Ricercatori e Tecnologi ad una potenziale fragilità.

A conferma delle preoccupazioni più volte espresse, la nuova ipotesi di accordo introduce degli elementi di novità riguardanti la definizione delle categorie professionali che destano una notevole preoccupazione.

Il vecchio contratto (26 novembre 2016) citava infatti in maniera esplicita alcune mansioni associate alle categorie (o livelli) di inquadramento. Le figure Ricercatore e Progettista di Sistemi Complessi nell’ambito della descrizione del 7° livello, insieme alle condizioni identificate dalla Carta europea dei Ricercatori, hanno sostenuto fino ad oggi i dipendenti del Centro nella legittima rivendicazione sindacale per il riconoscimento della professionalità rispetto alla condizione di sotto-inquadramento nei livelli 5°, 5s° e 6°.

Nella nuova ipotesi di contratto la tabella esemplificativa delle figure professionali colloca invece indistintamente nei livelli B1, B2, B3 e A1, corrispondenti agli attuali 5s, 6, 7 e 8Q, tutte le figure professionali ritenute più specializzate nell’ambito della Ricerca e Sviluppo e Gestione progetti. A titolo di esempio, figure quali Capo Progetto/Commessa, Specialista Metodi di Produzione, Specialista Tecnologie di Prodotto, possono essere ora inquadrate anche al 5s.

La ridefinizione stessa di ciascuna categoria, con l’attribuzione di più elevati requisiti di professionalità, responsabilità e autonomia, creano i presupposti per il riposizionamento, nei futuri percorsi professionali, di profili di comprovata esperienza e elevata professionalità a livelli più bassi rispetto a quanto previsto dal contratto precedente.

Alla luce di quanto osservato, l’attuale rinnovo contrattuale indebolirà notevolmente le istanze di riconoscimento del livello B3 (equivalente all’attuale 7° categoria) per i Ricercatori e Tecnologi, ostacolando la risoluzione di condizioni fino ad ora legittimamente considerate come sotto-inquadramenti.

Un ulteriore, ma non trascurabile, fattore di rischio è costituito dalla possibilità che l’abbassamento dei livelli richiesti per svolgere mansioni connesse ad attività di ricerca si traduca in una concessione alle parti datoriali per un accesso ai fondi per la ricerca a realtà che non sono attrezzate con personale adeguatamente specializzato, con un conseguente grave danno per la competitività del Sistema Paese.

Constatiamo pertanto, ancora una volta, quanto la collocazione nel vasto e articolato comparto metalmeccanico, interessato da molteplici problematiche lontane dalle peculiarità del mondo della ricerca, ci abbia purtroppo condotto alla sconfitta che registriamo oggi.

Tenuto conto dello specifico ruolo che i Ricercatori e Tecnologi del CIRA svolgono nell’ambito del PRORA e nei contesti di ricerca collaborativa in cui, con grande proattività, autonomia e senso di responsabilità, contribuiscono a proporre e finalizzare innovazione, ANPRI invita le sigle tutte a difendere strenuamente queste figure professionali nell’ambito della contrattazione di secondo livello e nei regolamenti per lo sviluppo professionale di cui il CIRA intende dotarsi.

ANPRI ribadisce che l’unica soluzione strutturale alle suddette criticità sia il riconoscimento della corretta collocazione del CIRA nell’alveo degli Enti Pubblici di Ricerca. Attorno a questo obiettivo, più volte discusso e avallato in assemblea, indipendentemente dagli strumenti che ciascuno ha scelto per perseguirlo (per noi fu, anni fa, l’adesione ad un sindacato non di categoria come ANPRI), dovremmo ritrovare quella unità di intenti senza la quale si resta smarriti e privi di una rappresentanza efficace.

ANPRI rinnova, dunque, con la determinazione di sempre, l’auspicio che il percorso verso il nuovo e adeguato assetto societario di Ente Pubblico di Ricerca possa rappresentare l’obiettivo comune delle rappresentanze sindacali, da perseguire con urgenza al fine di garantire al Centro e al suo capitale umano la naturale collocazione e riconoscimento nell’ambito del comparto Ricerca nazionale.

F.to Sezione ANPRI del CIRA

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