Comunicato del 18 maggio 2018. Resoconto dell’incontro con il Presidente della SZN

Il 16 maggio scorso la delegazione della Federazione GILDA-UNAMS (FGU) Dipartimento Ricerca si è incontrata con il Presidente della SZN, prof. Danovaro, e con il Direttore Generale, dott. Vecchi, alla presenza della Responsabile dell’Ufficio del Personale, dott.ssa Arena, e dei componenti delle RSU.

Molti sono stati gli argomenti trattati. In particolare:

Nuova bozza del ROF. La delegazione della FGU ha, in apertura, ribadito che anche il nuovo ROF, così come lo Statuto recentemente entrato in vigore, violano il D.Lgs. 218/2016 laddove non assicurano la rappresentanza elettiva dei R&T della SZN negli organi scientifici e di governo dell’Ente, rappresentanza peraltro ribadita dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) che, al comma 4 dell’art. 77, stabilisce che “gli Enti assicurano ai ricercatori e tecnologi la rappresentanza elettiva nei propri organi scientifici e di governo”. A tal proposito, la FGU ha fatto presente che l’INVALSI, altro EPR vigilato dal MIUR, pur avendo in organico solo 32 R&T, ha modificato il proprio Statuto prevedendo la rappresentanza elettiva dei R&T dell’INVALSI nel Consiglio di Amministrazione dell’Ente.

La FGU ha poi espresso il suo apprezzamento per le modifiche apportate all’art. 13 che, nell’attuale versione, assicura la rappresentanza elettiva dei R&T, nonché del personale tecnico ed amministrativo, nel Consiglio dei Dipartimenti.

La FGU ha espresso il suo apprezzamento anche in merito al tentativo dell’Ente, attraverso il nuovo art. 14, di consentire la presenza di un R&T della SZN nel Consiglio Nazionale dei Ricercatori e dei Tecnologi (CNRT) da costituire ai sensi del comma 7, art. 8, del D.Lgs. 218/2016. Tentativo che però, a parere della FGU, risulterà vano dato che la suddetta norma assegna al MIUR, attraverso un proprio decreto, il compito di “determinare la composizione” del CNRT, e non ai singoli Enti.

La FGU ha quindi avanzato rilievi di poca chiarezza sull’articolazione delle sottostrutture dei Dipartimenti di cui agli artt. 26 e 27, evidenziando da un lato la mancata definizione delle “Aree Funzionali” (pur presenti nello schema della nuova struttura organizzativa) e la vaga definizione delle “Sezioni”, dall’altro l’uso apparentemente equivalente dei termini “Laboratori” (indicati nell’art. 26) e “Servizi” (definiti nel successivo art. 27). Il Presidente ha concordato sulla necessità di armonizzazione dei termini, precisando che la definizione dei compiti e delle funzioni delle sottostrutture verrà meglio chiarita in una circolare successiva all’approvazione del ROF.

La FGU ha inoltre chiesto chiarimenti sull’art. 28, in quanto non è chiara la differenza tra Centri Interdipartimentali (tra i quali rientra Ischia) e le Sedi distaccate. Il Presidente ha spiegato che le Sedi distaccate sono semplici basi operative, mentre i Centri Interdipartimentali avranno autonomia gestionale, con anche un unità di personale amministrativo. Esempi di quest’ultimi sono le future sedi di Calabria e Sicilia.

La FGU ha infine chiesto di riformulare meglio il comma 10 dell’art. 35, al fine di affermare con chiarezza che, per coloro che ricoprono cariche negli Organi della SZN, non devono sussistere situazioni che di fatto ne impediscano la piena partecipazione alle attività dell’Organo stesso.

Piano di stabilizzazione. La FGU ha chiesto una fotografia degli eventuali aventi diritto alla stabilizzazione e ai concorsi riservati di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 20 del cosiddetto Decreto Madia. Il Presidente ha affermato che la SZN è l’unico Ente ad aver provveduto immediatamente alla stabilizzazione di tutti gli stabilizzandi (nell’interpretazione più rigorosa del Decreto Madia che richiede che i tre anni minimo di precariato siano stati svolti interamente attraverso contratti a tempo determinato) e che non bandirà i concorsi riservati di cui al comma 2 sia perché l’Ente ha già speso tutte le risorse disponibili nel 2018 per l’attuazione del Decreto Madia, sia perché sono in via di pubblicazione bandi di concorso per R&T cui potranno partecipare, ed ovviamente vincere, gli assegnisti e i precari di cui al comma 2. La FGU, preso atto della volontà dell’Ente di bandire in tempi rapidi i concorsi per R&T già deliberati, ha chiesto di fare una verifica, alla fine della suddetta tornata di concorsi, di quanti assegnisti di cui al comma 2 non saranno risultati vincitori, allo scopo di programmare, sin dal 2019, nuovi concorsi ad essi riservati. Il Presidente non è sembrato contrario a tale proposta.

Piano di Fabbisogno. Il Presidente ha informato che, oltre alle figure indicate nella tabella del Piano Triennale, serviranno tre figure di Funzionario amministrativo (a TD) nel 2019, anche in vista dell’internalizzazione del servizio elaborazione delle buste paga. Alla fine del Piano Triennale, l’Ente avrà impegnato l’85% circa del FOE, percentuale che dovrebbe diminuire qualora il previsto aumento del 7% del FOE diventasse realtà.

Su esplicita domanda della FGU, il Presidente ha affermato che l’Ente non ha ancora deciso in merito ai profili (e quindi ai Dipartimenti di afferenza) dei bandi per R&T previsti nel triennio 2018-2020 in quanto tale decisione avverrà a valle di indicazioni del Consiglio Scientifico e del Consiglio dei Dipartimenti. A tal riguardo, la FGU ha chiesto che la ripartizione tra i Dipartimenti dei futuri posti sia adeguatamente bilanciata per evitare discriminazioni nei confronti del personale (precari e di ruolo) e delle attività di ricerca dei singoli Dipartimenti.

La FGU ha infine ricordato che il comma 15 dell’art. 22 del Decreto Madia consente anche, pur nei limiti del 20% del numero di posti previsti nel triennio 2018-2020, di bandire concorsi interni riservati per R&T di I e II livello. Bandire tali concorsi interni ha una duplice motivazione. Da un lato rappresenterebbe un segnale di attenzione da parte dell’Ente nei confronti dei tanti R&T che, in tanti anni di inadeguate politiche di avanzamento di carriera, sono ancora “sottoinquadrati”. Dall’altro, visto che il budget richiesto per un concorso interno è pari a un quarto circa del budget richiesto per un concorso pubblico, inserire nel Piano Triennale dei concorsi interni per R&T consentirebbe, a parità di budget, di aumentare di qualche unità il numero di posti previsti. La proposta della FGU è quindi quella di portare a 10 il numero di concorsi per Primo Ricercatore nel Triennio 2018-2020 e quindi trasformare un concorso pubblico per Dirigente di Ricerca, due concorsi pubblici per Ricercatore e un concorso pubblico per Primo Tecnologo in concorsi riservati. Così facendo, il costo complessivo del Piano Triennale si ridurrebbe addirittura, consentendo di aumentare di una unità anche il fabbisogno del personale tecnico o amministrativo.

Il Presidente non ha accolto, al momento, la proposta della FGU in quanto i tempi di approvazione del Piano Triennale sono molto stretti ed ogni modifica ne può pregiudicare l’approvazione nei tempi richiesti. Non ci è sembrato però contrario a ridiscutere la cosa al momento di definire il nuovo Piano Triennale 2019-2021.

Salario Accessorio. Il Presidente ha annunciato che il 27 marzo scorso il CdA ha approvato un aumento di 300.000 euro del fondo dedicato al Salario Accessorio, aumento che, sommato all’aumento già approvato in precedenza, permetterebbe di equiparare il Salario Accessorio del personale della SZN a quello del personale di altri Enti e di evitare la riduzione del Salario Accessorio individuale che le (numerose) nuove assunzioni provocherebbe.

Regolamento Telelavoro. Il Presidente ha annunciato di voler riaprire la call per candidature al Telelavoro, dato che un difetto di comunicazione ha pregiudicato la partecipazione di tutto il personale potenzialmente interessato.

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La delegazione FGU – Dipartimento Ricerca

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