ENEA: dopo la riorganizzazione arriva l’interrogazione

Il sen. Francesco Aracri ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla recente ristrutturazione dell’ENEA

 

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La recentissima e velocissima ristrutturazione di ENEA ad opera del Commissario Federico Testa rende tutti scontenti, o almeno la stragrande maggioranza del personale. Di discutibile trasparenza anche le procedure concorsuali come ribadisce il Sen. Francesco Aracri nell’interrogazione parlamentare (FI-PdL XVII) rivolta al Ministro Guidi il 21 luglio nella seduta n. 487 con atto n. 4- In particolare nel testo si sottolinea che a partire dal 1 luglio 2015 la nuova struttura ha preso il via, azzerando la precedente, comprendente quindi 3 nuovi capi Dipartimento tecnico scientifici con incarico dirigenziale di II fascia; un Direttore dell’Unità Centrale Infrastrutture e servizi, sempre con incarico dirigenziale di II fascia, 18 Direttori di Divisioni (6 per ciascun Dipartimento);

L’interrogante chiede se il vigilante Ministro dello Sviluppo Economico sia al corrente della cancellazione delle passate posizioni di responsabilità, delle numerose richieste di accessi agli atti e di altrettanti numerosi ricorsi legali da parte di partecipanti alle procedure selettive e se non sembra che sia intollerabile una selezione effettuata in modo improprio.

Inoltre chiede di sapere se il Ministro abbia seguito con attenzione e abbia evidenza della trasparenza dell’intera operazione, se sia al corrente della non corretta valutazione dei titoli posseduti dai partecipanti alla selezione, se sia congruo che in base alla nuova struttura semplici ricercatori possano coordinare dirigenti di ricerca di primo livello.

Inoltre l’interrogante pone tutta una serie di quesiti atti a far intendere al Ministro Guidi la sostanziale illegittimità dell’intera operazione. Un esempio? I vincitori delle procedure concorsuali sarebbero gli stessi già identificati a monte delle procedure. A prova di ciò ANPRI sottolinea che i componenti della Commissione di studio per la creazione della nuova struttura, guarda caso sono gli stessi che oggi ricoprono l’incarico di Direttore di Dipartimento.

In aggiunta l’interrogante chiede di sapere se corrisponda al vero che, a seguito di tale riorganizzazione, dirigenti di ricerca in posizioni apicali sarebbero stati, senza particolari motivazioni, totalmente estromessi da qualsiasi posizione di struttura e dagli incarichi precedentemente ricoperti, attraverso procedure poco trasparenti, in alcuni casi con una probabile discriminazione, anche di tipo politico, che ha di fatto provocato un depauperamento delle risorse e competenze sulle quali l’Agenzia aveva precedentemente investito.

Senza entrare nel merito delle osservazioni di Aracri, bisogna ricordare che già nel comunicato del 10 luglio l’ANPRI aveva denunciato l’inadeguatezza e l’inopportunità della riorganizzazione in ENEA che prefigura il ritorno al passato “modello aziendalistico” dell’Ente e ne chiedeva agli organi competenti l’annullamento. Per ANPRI la riorganizzazione risulta illegittima nella forma, errata nella sostanza, lesiva dello status istituzionale di’Ente di Ricerca e mortificante nei confronti dei ricercatori che negli anni ne hanno difeso il ruolo e i meriti. Nel Comunicato l’ANPRI evidenziava che l’esame parlamentare della nuova riforma ENEA, prevista nel DDL sulla “green economy”, è praticamente fermo e che l’ENEA, pur di procedere all’attribuzione di nuovi incarichi, stia rispolverando il vecchio regolamento e, diversamente da quanto consentito negli altri EPR, abbia nominato capi unità e figure di vertice in assenza di concorso o selezione interna, o nazionale, favorendo per cooptazione persino personale non ENEA.

Tra le varie critiche fatte dall’ANPRI risulta esserci anche quella riguardante la non istituzione di un organismo di rappresentanza della comunità tecnico-scientifica interna ed esterna né, tanto meno, alcun coinvolgimento della comunità interna dei ricercatori e tecnologi nella definizione della nuova riorganizzazione che appare molto lontana dal modello organizzativo degli enti di ricerca.

In più ANPRI ricorda che è stata fatta una ristrutturazione senza individuazione della mission dell’Ente.

 

Il superamento del lunghissimo periodo di commissariamento è una chimera? Chissà. Di certo ANPRI si adopererà in tutte le sedi istituzionali per l’emanazione del decreto interministeriale come previsto dall’art. 37 della legge 99/2009 e per ottenere la nomina di un Presidente ed un Consiglio di Amministrazione, i soli pienamente titolati a definire la riorganizzazione dell’Ente.