COMUNICATO 12 febbraio 2018: Nuovo CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 1


 Dopo una lunga ed estenuante trattativa all’ARAN, FGU-GILDA UNAMS ha deciso di non sottoscrivere l’ipotesi preliminare del CCNL del comparto Istruzione e ricerca, rinviando ogni decisione in merito successivamente alla consultazione dei propri organismi.

FGU-GILDA UNAMS non ha firmato perché ritiene insoddisfacente l’impianto generale del contratto (evidente la difficoltà di riunire in un solo CCNL le diverse specificità degli ex 4 comparti) e non sufficienti le risorse economiche stanziate dal Governo, in particolare quelle destinate al settore scuola.

I tempi stretti che il Governo ha imposto alla trattativa non hanno consentito all’ARAN di predisporre un articolato contrattuale completo ma solamente un testo-stralcio che contiene alcuni articoli nuovi e altri (pochi) articoli che modificano in parte il precedente CCNL (che nelle parti non modificate continua ad essere in vigore). Il risultato è un testo di difficile lettura che integrerà il CCNL vigente senza che le parti abbiano potuto verificare fino in fondo la compatibilità tra vecchie e nuove norme.  Si rischia, quindi, una sovrapposizione di norme che gli Enti potrebbero interpretare in modo tendenzioso, determinando lunghi e complessi contenziosi.  FGU-Dipartimento Ricerca ha partecipato alla trattativa con proposte che miravano a migliorare i punti maggiormente controversi del precedente contratto (ad es. l’orario di lavoro dei R&T), ma il testo dell’ARAN non ha dato risposta alle nostre richieste.

L’impegno della delegazione del Dipartimento Ricerca di FGU al tavolo di trattativa di settore ha comunque consentito di migliorare la parte normativa rispetto alla prima bozza che l’ARAN aveva scritto nel tentativo di imporre un unico modello per tutto il pubblico impiego. Per quanto riguarda i ricercatori e tecnologi si mantiene di fatto inalterata la distinta disciplina, tra cui l’orario di lavoro (art. 58)  e la norma di salvaguardia in materia di sanzioni disciplinari, mentre aumenta la flessibilità nel computo dell’orario di lavoro che passa da trimestrale a quadrimestrale.

Nel Titolo III, inoltre, il contratto recepisce i principali “diritti e doveri” dei R&T così come sono stati definiti nel d.lgs. 218/2016, richiamando, in particolare, gli Enti a garantire la presenza elettiva  dei R&T negli organi scientifici e di governo.

Nel complesso, tra molte ombre e qualche luce, è evidente che si tratta di un contratto “ponte” che non affronta i nodi delle progressioni economiche e di carriera (ad es. è stato nuovamente respinto l’art. 15 per i R&T). Il CCNL rinvia questo compito alla “Commissione per l’ordinamento professionale”, che dovrà avanzare delle proposte entro luglio.  Considerando che il CCNL appena definito scadrà a fine anno, è evidente che le questioni ordinamentali verranno affrontate nel prossimo rinnovo.

 

Dopo aver “bocciato” a caldo l’ipotesi di contratto, la Federazione GILDA-UNAMS avvierà adesso una fase di consultazione degli organismi statutari per decidere se sottoscrivere il testo finale apponendo una “firma tecnica”, in modo da evitare che FGU sia esclusa dalla contrattazione integrativa. La parola quindi passa ai Dipartimenti della Federazione e ai loro iscritti. FGU-Dipartimento Ricerca ha già convocato il suo Consiglio Nazionale per fine mese.

 

Il Coordinatore generale di FGU-Dipartimento ricerca

 

 

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Un commento su “COMUNICATO 12 febbraio 2018: Nuovo CCNL Comparto Istruzione e Ricerca

  • Jacopo

    Un comunicato della CGIL parla di presunte pressioni dei Presidenti degli EPR contro riconoscimenti, sia di migliori stipendi che di migliori prospettive di carriera, per i ricercatori e tecnologi. Se la cosa fosse vera, sarebbe davvero grave. Comunque per l’ANPRI sarebbe utile stare nella commissione, anche per portare alla luce queste posizioni contro i ricercatori e tecnologi.