CHI HA PAURA DEL RAPPRESENTANTE DEI R&T NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL CNR?

Che i sindacati Confederali siano ’allergici’ alla rappresentanza dei ricercatori e tecnologi nel CdA degli Enti di ricerca e, quando si discutono temi di rilievo, anche ai “tavoli unici di trattativa” è cosa nota. Che l’allergia diventi particolarmente significativa in enti di grandi dimensioni come il CNR è altrettanto noto, e abbiamo avuto una ulteriore dimostrazione di quanto sopra attraverso una recente lettera inviata da uno dei Sindacati Confederali nella quale si lamenta il comportamento del Rappresentante del personale nel CdA del CNR, reo, secondo il sindacato medesimo, di aver incontrato il personale alle Aree della Ricerca di Bologna e di Milano. Addirittura si indica che “Gli incontri sono stati convocati dallo stesso Consigliere Mocella via e-mail, inviata a tutto il personale CNR attraverso lista di distribuzione interna con indicazione dei link per l’accesso in streaming”. Il sindacato ha inoltre stigmatizzato “il comportamento del Vertice del CNR – sicuramente sempre meno improntato a corrette relazioni sindacali – che ignora le reiterate richieste d’incontro su stabilizzazioni, precariato, bilancio di previsione 2018 e riorganizzazione avanzate dalla scrivente O.S., salvo poi evidentemente demandare a un Consigliere di esprimersi sui medesimi temi in confronti diretti con il Personale.”

Oltre ad esprimersi in merito al diritto del rappresentante nel CdA di incontrare il personale dell’Ente (ci domandiamo in realtà cosa altro debba fare un rappresentante del personale nel CdA se non incontrare il personale), la lettera citata sembra voler esercitare un’azione dissuasiva anche nei confronti del personale del CNR che, in orario di lavoro, partecipa agli incontri, dato che ipotizza che non meglio definiti “Organi di controllo” “potrebbero essere chiamati a pronunciarsi”.

Azione dissuasiva che appare voler essere ancora più forte dato che tra i destinatari della lettera compaiono anche il Collegio dei Revisori dei Conti del CNR e il Magistrato della Corte dei Conti. Ci complimentiamo con il Sindacato, che ancora una volta mostra una precisa volontà di monopolizzare la rappresentanza del personale nella vita dell’ente, come se il coinvolgimento diretto del rappresentante eletto dal personale negli organi di governo dovesse essere di semplice testimonianza e non espressione concreta della voce del personale in seno al CdA. Ma del resto, e forse non a caso, nello Statuto in itinere di approvazione, che solo timidamente recepisce le buone indicazioni contenute nel D.lgs. n. 218/2016, ancora una volta viene mancato dal CNR un passaggio ineludibile per qualsiasi organismo di ricerca, la diretta espressione elettiva di R&T nel CdA. Espressione che ancora di più rafforzerebbe la possibilità di incidere nelle decisioni dell’Ente.

Da tutta questa vicenda si potrebbe comunque concludere che è opportuno che lo stesso CdA, che sulla questione non si è espresso, individui le modalità e le procedure che gli stessi componenti il CdA, e quindi anche il Presidente, devono seguire per incontrare, sentire e comunicare con il personale dell’Ente riguardo argomenti coerenti con i compiti loro affidati dallo Statuto.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 13 dell’11 dicembre 2017

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