…MA LE RISORSE A DISPOSIZIONE SONO DEL TUTTO INADEGUATE

Il movimento ‘Precari Uniti’ del CNR ha emanato un Comunicato Stampa il 30 novembre scorso commentando gli Emendamenti sulla Legge di stabilità: “I Precari Uniti CNR esprimono delusione e rabbia circa la notizia relativa ad un emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato che, se confermato dal prossimo esame in assemblea, metterebbe a disposizione “10 mln per il 2018 e 50 mln a decorrere dal 2019 per lo sblocco delle assunzioni dei ricercatori precari”; questo per consentire “complessivamente” e “a regime”, dal 2019, di “assumere fino a 2170” unità negli Enti Pubblici di Ricerca, tenendo conto che già la riforma della Pubblica Amministrazione permette “l’assunzione a tutti quegli enti che già dispongono di risorse stabili”. Il trionfalismo col quale questo emendamento è stato accolto sugli organi di stampa ci lascia sbigottiti. Sono briciole, finanziamenti irrisori. Ben sappiamo, infatti, che le uniche cifre su cui possiamo realmente fare affidamento sono quelle del 2018, che non a caso sono solo un quinto di quelle previste “a regime” dal 2019 in poi. Che potrebbero essere completamente stravolte (o, per meglio dire, tolte) nella legge di bilancio del prossimo anno, da un nuovo governo tutto da definire.”.

In effetti un’allocazione più robusta delle risorse, per esempio in uno specifico capitolo del FOE, renderebbe l’operazione più sicura e “programmatica”, fugando il sospetto che si tratti soltanto di una manovra elettorale.

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Questa notizia è stata pubblicata nella Newsletter ANPRI n. 13 dell’11 dicembre 2017

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